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i controlli dei carabinieri

«Sono evaso per uscire con mia figlia»

«Sono evaso per uscire con mia figlia»

La violazione costa 1 anno di reclusione ad un 52enne. Nei guai anche un 20enne

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REGGIO EMILIA. «Perché sono evaso dagli arresti domiciliari? Mia figlia voleva fare un giro...».

E’ la disarmante motivazione data ieri mattina – davanti al giudice Dario De Luca – dal 52enne Carmelo Montalbano che è stato “pizzicato” giovedì dalla polizia fuori dall’abitazione familiare di via Bergonzi in cui sta scontando la condanna ad un anno di reclusione inflittagli per un furto commesso con un complice a Scandiano nel maggio scorso.

L’avvocato difensore Carmine Migale – nel processo per direttissima tenutosi con rito abbreviato (con sconto di pena di un terzo) – ha chiesto l’applicazione dell’attenuante del rientro volontario agli arresti domiciliari (Montalbano è in effetti tornato a casa con la bambina, ma ad attenderlo c’erano gli agenti che dovevano notificargli un atto e non hanno potuto far altro che arrestarlo). Di parere opposto il giudice De Luca che non ha applicato l’attenuante, emettendo una condanna (un anno di reclusione) più severa di quella richiesta dal pm Luisa Giannusa (otto mesi di carcere). Montalbano è tornato agli arresti domiciliari, ma ora dovrà scontare due anni di reclusione.

Un altro caso di evasione dagli arresti domiciliari ha coinvolto un marocchino di vent’anni. L’altra notte durante un servizio notturno di controllo del territorio una pattuglia dei carabinieri ha notato un giovane nordafricano che, fermo su una bicicletta, stava frugando all’interno di un piccolo cestino posto nelle immediate vicinanze di uno sportello bancomat. I militari hanno avvicinato il giovane che alla richiesta di cosa stesse facendo riferiva che stava prendendo dei mozziconi di sigarette già utilizzati al fine di fumarli nuovamente. Accertato in fretta che si trattava di un ventenne sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in un’abitazione che si trova a circa un chilometro dal luogo del controllo, veniva condotto in caserma dove è stato arrestato per evasione. Durante la compilazione degli atti il giovane, oltre ad offendere i militari, minacciava il maresciallo prospettando riti religiosi affinché al graduato e ai suoi figli accadesse qualcosa di brutto.

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