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Scuole superiori: allo Zanelli prosegue il boom di iscritti

Scuole superiori: allo Zanelli prosegue il boom di iscritti

I dati delle iscrizioni: per Secchi e Filippo Re. l’eventualità di una fusione diventa ogni anno sempre più concreta

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REGGIO EMILIA. La scuola reggiana s'è ormai stabilizzata. Il numero degli alunni era diminuito sensibilmente negli anni Novanta a causa del calo delle nascite, poi era aumentato grazie all'immigrazione. La crisi economica, espellendo tanti immigrati, sta riequilibrando la situazione, mantendendo il numero degli iscritti al livello dell'anno scorso. Le somme si tireranno nei prossimi mesi, quando saranno arrivate le iscrizioni dei ritardatari dopo quelle derivanti dagli esami integrativi.

Si può prevedere un lieve incremento nelle scuole superiori, dove si protende l'onda lunga della crescita degli anni passati, mentre si potrebbe riflettere sulle elementari il calo registrato l'anno scorso nella fascia prescolare. Lunedì le lezioni scolastiche riprenderanno per oltre 63mila alunni della nostra provincia. Nel 2013-2014 se ne contavano altrettanti e il totale saliva a circa 83mila comprendendo i 19mila iscritti agli asili nido e alle scuole dell'infanzia. La scuola primaria ne aveva 26.713, inclusi i 1473 delle scuole non statali, la media inferiore 15.680.

Le superiori erano frequentate da 21.270 studenti, quasi tutti (21.062) inseriti in istituti statali. In questa fascia è ancora da completare la razionalizzazione di cui si è molto discusso negli anni passati, quando erano state accorpate le scuole che non raggiungevano il numero minimo di 600 alunni. Le sperimentazioni, definitivamente concluse con l'estensione al quinto anno del riordino dei cicli voluto dal ministro Mariastella Gelmini, avevano determinato una proliferazione di indirizzi simili in scuole diverse, che ora continuano a contendersi gli studenti.

La concorrenza, per quanto meno accesa, s'avverte ancora in città, soprattutto fra i licei. Dopo l'istituto Nobili (ex-Itis), che primeggia dall'anno scorso in seguito all'assorbimento dell'Ipsia Lombardini, la maggiore popolazione scolastica la accoglie il liceo Moro, che aumenta complessivamente di tre classi.

Tuttavia in prima rimane fermo a 12, perdendone due nell'indirizzo scientifico e acquistandone una nel linguistico e una nelle scienze applicate. L'Ariosto- Spallanzani, invece, sale da 6 a 7 prime nello scientifico e ne conserva 3 al classico. Il Canossa, pur mantenendo lo stesso numero di iscritti, perde una prima dell'indirizzo economico sociale e una del linguistico, mentre conferma quelle delle scienze umane e del coreutico. Al tecnico commerciale Scaruffi-Levi-Tricolore vengono a mancare in tutto ben sei classi a causa della scomparsa degli indirizzi del vecchio ordinamento. Tuttavia ne rimangono dieci in prima.

L'agrario Zanelli continua a crescere. Sale da due a tre prime nelle scienze applicate e conferma le 8 dell'indirizzo tecnico e le due del professionale. Rallenta, invece, il Motti. Aveva conosciuto con la creazione dell'indirizzo alberghiero un vero boom, che continua nelle classi terminali, mentre in prima si registra il calo da 13 a 12 classi del professionale.

Il Secchi (geometri) non riesce a risalire la china che l'aveva condotto al dimezzamento in pochi anni. Incomincia ad essere a rischio di accorpamento anche il professionale per il commercio Filippo Re, che rimane al di sotto della soglia minima di 600 alunni.

Luciano Salsi

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