Festa per l’organo che torna in San Marco
Terminato il lungo restauro iniziato nel 2005, celebrazioni solenni e il concerto del maestro Dossena
BORETTO. Nella storia di una chiesa e della sua comunità parrocchiale l’inaugurazione dell’organo è un evento memorabile. Oltre ad essere simbolo delle radici storiche, l’organo è un monumento unico, ideato e costruito espressamente per la chiesa e concepito per durare secoli.
Visti la sua importanza e il suo valore, il suo battesimo diventa un avvenimento straordinario che merita di essere ricordato con una celebrazione solenne. Queste le premesse del concerto in programma domenica 28 settembre alle 20.45 nella basilica di San Marco, dove l’organo realizzato da Eugenio Bonazzi nel 1885 - recentemente restaurato dalla ditta Inzoli-Bonizzi di Crema – verrà suonato dal maestro Alberto Dossena, organista di fama che ne farà risaltare la potenza e la qualità sonora.
Il concerto sarà caratterizzato da un programma articolato quanto interessante perché atto a esaltare le risorse fonico-timbriche dello strumento che è notevole, trattandosi di un organo monumentale. Sono previsti brani della famiglia Bach che tanto ha dato alla letteratura e alla composizione organistiche, di Padre Davide da Bergamo, una delle figure centrali della musica organistica del primo Ottocento e di un grande esecutore italiano, di una generazione successiva. Nel corso della serata (che sarà a ingresso libero) sarà inoltre presentata la pubblicazione, curata da Lisa Mori e da Andrea Carmeli, sulla storia e il restauro dell’organo.
L’iniziativa si inserisce nella cornice della rassegna concertistica “Musica intorno al Fiume”, giunta alla 12esima edizione, promossa dall’associazione “Giuseppe Serassi” con il patrocinio del Comune, il sostegno della diocesi di Reggio-Guastalla, in particolar modo dall’Ufficio diocesano per i beni culturali e dalla parrocchia. L’organo a canne, collocato nel palco con balconcino posto sul lato sinistro del presbiterio, è opera del modenese Eugenio Bonazzi, realizzato nel 1885 e, a conferma della consuetudine di accompagnare le funzioni liturgiche con il suono di questo strumento, vale la pena ricordare che la tradizione documentata risale al 1653. Il lungo percorso del restauro iniziò nel 2005, grazie alla tenacia di alcuni appassionati. Nel 2011 alcuni operai della Inzoli-Bonizzi smontarono l’antico strumento (che insiste su uno precedente, di fattura settecentesca), il più massiccio e voluminoso di tutta la bassa reggiana, compiendo un’operazione molto delicata e curata nei minimi dettagli. Oggi, a distanza di anni – nell’ambito di una basilica di San Marco anch’essa al centro di importanti operazioni di restauro – l’organo è pronto per ritornare a vivere.
Andrea Vaccari
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