Motti liquida la cooperativa finita nel mirino della procura
REGGIO EMILIA. Gli effetti indiretti di un'inchiesta. E' quanto si tocca con mano – da ieri è in edicola – nel nuovo settimanale "Giornale di Reggio" che, rispetto alla testata finita nel mirino dell'...
REGGIO EMILIA. Gli effetti indiretti di un'inchiesta. E' quanto si tocca con mano – da ieri è in edicola – nel nuovo settimanale "Giornale di Reggio" che, rispetto alla testata finita nel mirino dell'indagine per truffa ai danni dello Stato, è tutta un'altra cosa.
La testata registrata in tribunale è cambiata o meglio è stata rispolverata quella sospesa due anni fa (ora infatti si chiama "Il Giornale dell' Emilia Romagna"), pure la proprietà è nuova (Caravel srl con sede a Modena) e nel primo piano scritto a pagina 3 dal direttore Roberto Rozzi arriva la conferma che – come ha lasciato intendere l'editore ed ex europarlamentare Tiziano Motti intervistato un mese fa dalla "Gazzetta" – la cooperativa Nuova Stampa (a cui fanno riferimento i contributi pubblici per l’editoria al centro dell’inchiesta del pm Stefania Pigozzi) è sulla strada della liquidazione. Sempre in quell’intervista Motti – finito nell’inchiesta come amministratore unico della cooperativa Nuova Stampa – diceva che stava ragionando sul futuro. E il futuro è ora in questa nuova avventura editoriale.
Dei tre giornalisti della cooperativa Nuova Stampa finiti sotto inchiesta (Roberto Rozzi, Alessandro Bettelli e Pierpaolo Zucchetti), solo i primi due hanno abbracciato questa nuova sfida del settimanale. Lo stesso Rozzi, pur con toni pacati, allude polemicamente – sempre nel suo primo piano – a quanto accaduto sul piano giudiziario alla cooperativa Nuova Stampa “che si avvia alla liquidazione perché il sistema non ha fornito le garanzie necessarie a tutelare i lavoratori e i soci, determinandone l’impossibilità di proseguire l’attività”.
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