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Richettiani, è dietrofont: ora si va con Bonaccini

Richettiani, è dietrofont: ora si va con Bonaccini

REGGIO EMILIA. Contrordine, si va con Bonaccini. Dopo una campagna elettorale lampo basata sul dualismo tra continuità e cambiamento, i richettiani reggiani orfani del loro leader si ritrovano ora ad...

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REGGIO EMILIA. Contrordine, si va con Bonaccini. Dopo una campagna elettorale lampo basata sul dualismo tra continuità e cambiamento, i richettiani reggiani orfani del loro leader si ritrovano ora ad essere il vero ago della bilancia nella corsa per le primarie del 28 settembre, che vede schierati il segretario regionale Pd, Stefano Bonaccini, e l’outsider Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì.

Sebbene soltanto questa settimana ci sarà una riunione tra i comitati a sostegno di Matteo Richetti, sono già molti coloro che cominciano a convergere verso un appoggio al segretario regionale, bollato tuttavia come il candidato “della continuità e dell’apparato” dagli stessi richiettiani per l’intera durata della breve campagna elettorale.

«Se ci sarà un’assunzione di contenuti, e conoscendo Bonaccini credo che possa avvenire, si può avviare un ragionamento e poi proveremo a fare una riflessione con i referenti provinciali», fa sapere il consigliere regionale Beppe Pagani, aprendo di fatto al segretario, ma ammettendo che sarà difficile vedere l’intera area dei richettiani (che aveva raccolto quasi 9.000 firme) convergere in maniera compatta sulla candidatura di Bonaccini. Da parte del coordinatore del comitato reggiano, il sindaco di Boretto, Massimo Gazza, arriva intanto l’appello ad una «decisione collegiale»: «Bisognerà capire valutando quanto i due candidati facciano proprie nei loro programmi le nostre proposte – afferma Gazza – La mia decisione? Deciderò in base alla scelta dell’assemblea».

Su una stessa linea, anche la consigliere comunale Maura Manghi: «Vogliamo garanzie su un grande rinnovamento, non solo nei programmi, ma anche nel modo di gestire la Regione. Valuterò sulla base degli impegni precisi che i due candidati si assumeranno. Sostanzialmente, tra Bonaccini e Balzani, entrambi renziani, non vedo per ora grandi differenze». Per la presidente del Consiglio comunale, Emanuela Caselli, non è scontato il sostegno per l’uno o per l’altro candidato: «A noi interessa il bene della Regione. Bisognerà entrare del merito delle proposte sulla base dei programmi».

Chi invece ha già scelto Stefano Bonaccini è Marcello Stecco, membro della direzionale regionale del Pd che, richiesta d’urgenza dai parlamentari emiliano-romagnoli, dovrebbe essere convocata per giovedì prossimo, alla presenza di Deborah Serracchiani: «Penso che Bonaccini abbia un’esperienza e una capacità già approvate sul campo, anche a livello nazionale: ci sono diverse qualità in Bonaccini che me lo fanno preferire a Balzani, che comunque conosco poco», dice Stecco. Ma Bonaccini non era il “vecchio” contro il “nuovo” rappresentato da Richetti? «Confesso che credevo nel miracolo Delrio, ma sembra che i miracoli non accadano. Rispetto alle candidature in campo Bonaccini dà più garanzie». Da parte di Stecco, infine, l’appello a riunire subito la direzione regionale. «Trovo singolare che non sia stata ancora convocata. È urgentissima». (e.spa.)

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