Caos M5S, Defranceschi: «Sono pulito»
Il consigliere regionale in corsa nonostante l’esclusione degli inquisiti. E su Fb i reggiani si presentano
REGGIO EMILIA. Il consigliere regionale uscente, Andrea Defranceschi, rompe gli indugi, facendo sapere di aver cliccato l’ok per la sua ricandidatura. La pattuglia di “grillini” reggiani, intanto, comincia a postare sui social network i primi video di autopresentazione in vista delle Regionarie, la selezione online da cui verrà fuori la lista per il 23 novembre. È caos all’interno del M5S per la corsa alle elezioni regionali, con i “grillini” emiliano-romagnoli spaccati sull’opportunità o meno di presentare candidati inquisiti.
Una norma dettata dallo stesso Beppe Grillo annunciando sul suo blog l’apertura delle autocandidature, che di fatto tagliava fuori dalla corsa il consigliere regionale, Andrea Defranceschi, che pur senza aver ricevuto comunicazione – in qualità di capogruppo – risulterebbe indagato dalla Procura di Bologna nell’ambito dell’inchiesta sulle spese pazze dell’Assemblea legislativa. Un requisito che lo stesso Defranceschi ha “aggirato”, decidendo di presentarsi sull’onda di un dibattito interno al movimento che considerava eccessivo il diktat del leader M5S.
«Sono consapevole di non aver ricevuto nessun documento che attesti che io sia effettivamente indagato – afferma Defranceschi, che avrebbe invece ricevuto nei mesi scorsi dalla Procura la comunicazione di una proroga delle indagini a suo carico – Per evitare confusioni, preciso che il mio casellario giudiziale è pulito. Limpido. Giacchè come è noto, vi vengono iscritti solo procedimenti penali in corso. Cosa che io non ho». Per Defranceschi, il parametro di escludere gli inquisiti dalla Regionarie «è necessario ma scivoloso, discutibile, perchè ci espone al ricatto da parte di tutti i partiti e politici che attacchiamo: “se ti voglio far fuori ti querelo così non ti candidi”. Se ben regolato invece, è un parametro prezioso».
Parole che non sono andate giù a molti esponenti M5S, che al contrario ritengono la norma come un requisito essenziale anche per distinguersi dal Pd, sulle cui vicende giudiziarie aveva ironizzato lo stesso Beppe Grillo. «Sulla candidatura di Defranceschi, persona che stimo, preferisco non esprimermi», afferma in maniera eloquente il capogruppo in consiglio comunale a Reggio, Norberto Vaccari, lasciando intendere di non aver apprezzato questa fuga in avanti del consigliere. «Escludere gli indagati è una regola necessaria, - aggiunge - anche se credo si debba fare chiarezza: alcune querele possono essere strumentali».
Intanto, tra i grillini reggiani, spuntano le prime autocandidature. Come quella di Fabrizio Todaro e Andra Grizi, entrambi già in lista alle ultime amministrative. Grizi ha postato su Facebook anche il suo video di presentazione. Nel resto della provincia, invece, in rampa di lancio ci sarebbe Gianluca Sassi. A sorpresa, infine, non si è candidato Alessandro Marmiroli, già in lista per le Europee, dove era stato tra i recordman di circoscrizione. (e.spa.)
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