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Due lupi a Salvarano uno aggredisce un cane da caccia

Due lupi a Salvarano uno aggredisce un cane da caccia

Quattro Castella: avvistamento nella prima fascia collinare. Il cacciatore urla, la bestia molla la presa solo all’ultimo

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QUATTRO CASTELLA. I lupi sono calati a valle arrivando sabato mattina nella zona tra Salvarano e Bedogno di Quattro Castella, non lontano dal bar-trattoria “Da Mandarein”. Un cacciatore di Reggio, Giacomo Magnani, stava allenando in zona i suoi cani da caccia in vista dell’apertura dell’attività venatoria, domenica prossima. Proprio in questo periodo, in attesa dell’apertura, è possibile condurre i cani su fondi appositi (zone di addestramento), dove possano allenarsi e restare in forma per l’attività venatoria. Su una di queste si trovava Magnani.

«Ad un certo punto – racconta il cacciatore – i cani, che erano ad un centinaio di metri da me, si sono avvicinati al bosco e, come sono arrivati sul limitare, sono usciti due lupi che li hanno circondati. In particolare uno dei due lupi è riuscito ad aggredire la mia cagna, l’ha azzannata alla spalla e non voleva saperne di lasciarla andare».

La cagna era immobilizzata dalla presa del lupo, e Magnani ha così deciso di correre verso di lei, urlando. Ha continuato a correre verso i lupi e a gridare, «fino a quando – racconta – giunto ad una quarantina di metri dagli animali, il lupo si è finalmente deciso a lasciare la presa e ad allontanarsi insieme all’altro». Racconta ancora Magnani: «Nella stessa zona l’anno scorso mi erano stati uccisi altri due cani, e sono convinto che fossero stati i lupi, ma i cacciatori locali mi dicevano che in quella zona non se ne vedevano mai. Ora io li ho visti con i miei occhi. E comunque non si tratta di una situazione così straordinaria: verso il crinale, scontri tra lupi e cani da caccia purtroppo sono ormai all’ordine del giorno durante la stagione venatoria».

Su quanto avvenuto interviene anche il commissario regionale dell’associazione venatoria Caccia Pesca Ambiente, Umberto Gianferrari: «Questo episodio conferma un mio convincimento: mantenere la specie, oggi superprotetta, in densità accettabili porterebbe vantaggi al lupo prima che a chiunque altro. Se quello che è avvenuto fosse successo a caccia aperta, ad un cacciatore con in mano il fucile, credo che l’epilogo sarebbe potuto essere ben diverso. Nel frattempo ci sono importanti stanziamenti, anche dalla Regione, per proteggere gli agricoltori dagli episodi di predazione da lupo: cani da guardiana, recinti fissi e mobili elettrificati ed altro. Va bene per gli allevatori, ma non si risolve il problema per tutti coloro, tartufai, fungaioli, cacciatori ed escursionisti in genere, che si trovano a “pascolare” al di fuori delle recinzioni». (l.t.)

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