Gazzetta di Reggio

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L’Eleva Festival ai Chiostri si chiude con una denuncia

Andrea Montanari
L’Eleva Festival ai Chiostri si chiude con una denuncia

Oltre 1.600 spettatori nella location allestita per la prima serata del meeting Poco dopo mezzanotte l’intervento degli agenti per disturbo alla quiete pubblica

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REGGIO EMILIA.

Tutto è filato liscio sabato sera, e nel migliore dei modi, dalle 18, ora di apertura dei cancelli: una lunga coda per poter entrare, i due palchi allestiti all’interno in perfetta funzione. Qualche minuto dopo mezzanotte, però, l’intervento della polizia municipale. Per l’Eleva Festival una chiusura anticipata e del tutto fuori programma e la denuncia per disturbo alla quiete pubblica.

È accaduto nella notte tra sabato e ieri, ai Chiostri di San Pietro: una cornice suggestiva, dj e producers da tutta Europa per una qualità musicale di altissimo livello, un sold out che ha corrisposto alle attese degli organizzatori (si parla di circa 1.600 persone presenti) per la prima “uscita” dell’Eleva Festival, meeting della musica di avanguardia che, per una settimana si svolge (mercoledì e sabato le prossime date) a Reggio Emilia in diverse location.

Sabato sera, dunque, appariva un grande successo per affluenza di pubblico e qualità della musica. Purtroppo però la serata è terminata, in anticipo, con l’arrivo degli agenti della polizia municipale. Inevitabile la coda di polemiche.

La denuncia, per disturbo della quiete pubblica, è stata rimediata dal presidente del circolo Arci Tunnel, Marco Vicini, uno degli organizzatori della serata e legale rappresentante di Eleva Festival.

«Mi hanno detto – spiega Marco Vicini – di essere stati chiamati dai residenti per il volume della musica troppo elevato. Ho subito provveduto dunque ad abbassarlo. Qualche minuto dopo la polizia è tornata intimandomi di staccare completamente la musica. Noi di Eleva avevamo l’autorizzazione del Comune fino alle due, tutto perfettamente in regola. Anzi, i rapporti con l’amministrazione durante l’organizzazione sono stati ottimi. Perché dunque avrei dovuto spegnere tutto? Dopo essersi consultati con un superiore mi hanno denunciato per disturbo della quiete pubblica, e io mi ero addirittura offerto di abbassare ulteriormente il volume per venirgli incontro. Una denuncia che davvero non capisco, mi sono pure offerto di misurare con la polizia i decibel con un apposito strumento, sicuro com’ero e come sono, che tutto fosse perfettamente in regola».

A non pensarla così però i residenti della zona che hanno sollecitato l’intervento della polizia municipale. Per gli organizzatori dell’Eleva è scattata comunque immediata la solidarietà dei presenti, innumerevoli anche ieri i post su Facebook e i cinguettii su Twitter a sostegno; tra i tanti è intervenuto anche il consigliere comunale del Pd, Dario De Lucia: «Piena solidarietà, un festival di livello europeo come questo andrebbe incentivato, promosso, non bastonato».

«Non ci fermiamo certo qui – continua Vicini – Eleva è un progetto importante per noi e, credo, per l’intera città. Abbiamo preso un impegno con tutti i volontari che ci danno una mano, con i ragazzi che hanno pagato il biglietto, con gli artisti che suoneranno. Noi andiamo avanti. Lasciatemi solo dire che la nostra battaglia culturale sarà fare capire ai residenti del centro che, una volta ogni tanto, si può tollerare un po’ di rumore se questo vuole dire ripopolare quella parte di città. L’importante, ripeto, è che sia stata una bella serata e di questo ringrazio anche l’amministrazione comunale che ci ha dato una mano a organizzare l’evento con estrema disponibilità».

 

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