Bianca, indagini sulla sicurezza della statua
L’inchiesta è per omicidio colposo, già escluse dal pm responsabilità di genitori e nonni. Nuovi accertamenti sulla scultura
CORREGGIO. Gli inquirenti stanno pian piano chiarendo il “quadro” degli avvenimenti che sabato sera hanno portato alla morte della piccola Bianca Sologni.
Ma questa non è certo un’inchiesta come tante altre e il sostituto procuratore Piera Giannusa sta raccogliendo sul suo tavolo gli accertamenti fatti dai carabinieri sulla vicenda, ma intende rifletterci su e ha chiesto ulteriori approfondimenti.
Comunque il pm Giannusa qualche decisione l’ha già presa: ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, ha escluso ogni responsabilità da parte dei genitori e dei nonni della bambina di 6 anni morta in quel modo atroce, infine il magistrato ha deciso di non chiedere l’autopsia (da qui la concessione del nulla osta per i funerali).
Il perchè di tutte queste “mosse” è ovviamente legato alla ricostruzione dei tragici fatti. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tutto parte da sabato pomeriggio quando marito e moglie (Francesco Sologni e Silvia Zini) con le due figlie (Bianca e Marta) si recano in piazza: c’è aria di festa con il Fricandò Busckers, il festival degli artisti di strada. Poi verso le 19 si dirigono – rimanendo sempre in centro storico – verso l’abitazione dei nonni paterni, in via del Filatoio al civico 7. La mamma con le figlie rimane fuori in strada ad attendere, mentre il papà sale dai genitori. E’ in quegli attimi che la tragedia si compie. Come un fulmine Bianca, 6 anni, s’infila dentro l’androne: ha voglia di giocare, ha dentro di sè l’esuberanza dell’età. E’ il padre, quando scende pochi minuti dopo dalle scale per tornare dalla famiglia, che fa la terribile scoperta: la figlia è a terra nel sangue, non dà segni di vita, schiacciata dalla statua che si trova nel sottoscala. La scultura è in pietra grezza – rappresenta il dio Nettuno – pesa circa un quintale ed è alta 80 centimetri: poggia solo, quindi non è fissata con ganci, su un basamento in marmo dell’altezza di circa un metro, pure questo piuttosto pesante. Per chi indaga la bimba si è arrampicata sulla statua, in quello che diventa in un attimo una sorta di “abbraccio” mortale, perché la scultura sul piedistallo traballa e poi cade trascinando con sè la piccola. Bianca cade all’indietro e batte pesantemente la testa sul pavimento, oltretutto sotto il peso di una statua enorme per una bambina di appena sei anni. Uno schiacciamento della calotta cranica che uccide istantaneamente la piccola, inutile – purtroppo – la corsa del personale della Croce rossa verso via del Filatoio. Cause di morte chiare, da qui la rinuncia all’autopsia. Come pure è apparso chiaro al pm Giannusa che non vi sia stata omissione di controllo dei familiari sulla bambina: troppo fulmineo il suo ingresso nell’androne e sfortunatissimo quel voler giocare proprio con quella statua, insomma una tragica fatalità che esclude responsabilità penali di genitori e nonni paterni sull’accaduto. Quindi le attenzioni della procura sono focalizzate su un unico elemento: la statua-killer che rimane sotto sequestro. Gli inquirenti hanno già sentito la proprietaria dell’intero edificio in cui è avvenuta la tragedia: relativamente alla statua ha detto d’averla ereditata dalla nonna e che da circa sessant’anni si trova nell’androne di quell’ampio edificio del centro storico correggese. Sempre la proprietaria dell’immobile ha specificato che non erano mai emersi problemi di sicurezza per quella scultura che non era stata nemmeno “scalfita” dai due terremoti che hanno fatto tremare Correggio negli ultimi decenni. Parole confermate dagli stessi inquilini (oltre ai nonni della bimba, lì vi abitano altre tre famiglie) che hanno sempre visto la statua in quel punto del palazzo storico e non hanno mai pensato che potesse essere pericolosa perché non fissata al piedistallo. Al pm Giannusa qualche dubbio resta e ha chiesto degli accertamenti in più. Quel basamento era adatto come misure per una statua simile? Era necessario, per motivi di sicurezza, agganciare la scultura al basamento? Interrogativi ancora senza una risposta certa.
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