Gazzetta di Reggio

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Da tutta Italia in 400 per 150 posti

di Chiara Cabassa
Da tutta Italia in 400 per 150 posti

Scienze della Formazione Primaria: al test d’ammissione, ieri mattina, anche plurilaureati alla ricerca di certezze

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REGGIO EMILIA. Sono arrivati da tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia. Chi fresco di maturità e chi con un curricilum di tutto rispetto fatto di precedenti lauree evidentemente poco spendibili. Obiettivo comune, accaparrarsi uno dei 150 posti disponibili per accedere al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria. Sono state 402 le aspiranti matricole (per il 93,03% donne) che hanno fatto domanda all’Università di Reggio e che ieri mattina hanno sostenuto il test d’ingresso nelle aule del Dipartimento di Educazione e Scienze umane a Palazzo Dossetti in viale Allegri. Ottanta quesiti a risposta multipla. Due ore e trenta minuti il tempo a disposizione per la loro soluzione. Sperando di essere tra i 150 ammessi al corso.

Una laurea, quella in Scienze della Formazione Primaria, che dimostra di avere un sempre maggiore appeal. Quest’anno l’incremento è stato del 16,86%: tradotto 59 domande in più. Per capire il perché di questa attrattività basta fare parlare loro, le matricole che ieri mattina si sono messe in gioco.

Milena Albertini arriva da Milano e ha 35 anni. Ci vogliono dei buoni motivi per sbarcare a Reggio tentando un’impresa non proprio facile confrontando il numero delle domande con quello dei posti disponibili... «In realtà - racconta Milena dopo avere affrontato il test d’ingresso - ho già nel cassetto una laurea in Lettere e sono iscritta a Scienze pedagogiche a Milano. Il fatto è che a Milano non mi verrebbero riconosciuti gli esami superati a Lettere e anche per questo ho deciso di provare con Scienze della Formazione a Reggio. Dicono che sia una delle migliori... senza dimenticare che anni fa ho anche fatto uno stage a Reggio Children». Concentrata, ma non proprio trepidante, Milena dice di avere trovato gli ottanta quesiti non particolarmente difficili: «Diciamo la verità, sono arrivata un po’ allo sbaraglio, non è proprio il primo test d’ammissione che affronto e non posso dire di avere studiato giorno e notte. La verità è che faccio l’educatrice da anni, naturalmente come precaria, e insegnare alle scuole primarie non mi dispiacerebbe affatto».

Anche per Ilaria Abbati, 34 anni, non è la prima volta. «Arrivo da Sassuolo - racconta - e a suo tempo mi sono laureata in Scienze dell’Educazione a Bologna. Da dieci anni lavoro all’ufficio personale in un’azienda ceramica del distretto. Un lavoro che mi piace, e sono anche stata assunta a tempo indeterminato, ma ora è arrivata la crisi, mancano i soldi e la mia figura professionale ha sempre meno spazio all’interno dell’azienda. Meglio guardare avanti. Ho un diploma al liceo psico-pedagogico e l’insegnamento è sempre stato tra i miei sogni: con una laurea in Scienze della Formazione potrei vedere aumentare il mio punteggio in graduatoria...».

Ma c’è anche chi fresca di maturità è partita con un’idea ben precisa: puntare all’insegnamento. Sofia Coghi arriva da Bolzano, ha 19 anni e ha frequentato il liceo scientifico. «L’insegnamento mi interessa- spiega- e dal momento che volevo andarmene da Bolzano ho scelto Reggio perché dicocono che qui ci sia la facoltà di Scienze della Formazione migliore del Nord-Italia, l’alternativa era Verona». Ma Sofia ha qualche dubbio sull’esito della prova appena conclusa: «Tra le 80 domande del test, alcune erano fin troppo facili, davvero elementari, altre le ho trovate molto difficili per non parlare di quelle impossibili». Non resta che aspettare l’esito del test e, in caso sia negativo, ricominciare a guardarsi intorno.

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