Il nuovo Codice della Strada mette al centro la persona
La riforma stabilisce gli indirizzi che diventeranno modifiche puntuali. Gli indirizzi sono pochi ma chiari e seguono tre filoni principali, la semplificazione, la sicurezza e la sostenibilità. Alla...
La riforma stabilisce gli indirizzi che diventeranno modifiche puntuali. Gli indirizzi sono pochi ma chiari e seguono tre filoni principali, la semplificazione, la sicurezza e la sostenibilità. Alla fine dovremo avere un Codice della Strada più snello e facile da capire e applicare, strade e città più sicure, un ambiente migliore e maggiore qualità urbana. Il codice della strada è nato nel 1959, per rispondere alla necessità di organizzare la motorizzazione di massa. La riforma del 1992 aggiornò quello stesso obiettivo, inquadrandolo nel più maturo contesto dell'ingegneria dei trasporti. Con le modifiche degli ultimi anni sono stati introdotti alcuni punti necessari alla sicurezza stradale.
MENO BUROCRAZIA. Oggi dobbiamo completare l'opera di presidio della sicurezza e spogliare il Codice di tutte le parti burocratiche, mettendolo al passo con le tecnologie nuove. Oggi la consistenza del parco veicolare ha raggiunto la cifra dei 50 milioni di unità, la gente si muove di più e con mezzi diversi e nuovi. Il codice della strada deve diventare uno strumento utile ed efficace nella gestione di tale poderoso fenomeno, con ordine e sicurezza. Insomma un Codice della Strada 2.0
Ma cos'è il codice della strada? E’ lo strumento attraverso cui si regola il rapporto tra le persone nel momento in cui queste si muovono. Considerando che quasi tutta la popolazione si muove e che alla mobilità si dedicano crescenti quantità di tempo e risorse, ne deriva che tutto questo muoversi genera una quantità impressionante di relazioni, superiore a qualsiasi altra forma di rete sociale. In altre parole la mobilità è il più potente sistema di interrelazione tra i cittadini. Se mi si passa il paragone, la mobilità è il più grande e reale social network di cui è dotata la comunità umana e il codice della strada è lo strumento che lo regola. Il codice della strada in ultima analisi regola l'enorme fenomeno che quotidianamente impegna la quasi totalità delle persone e degli spazi aperti ad uso collettivo, la mobilità.
Nel fare una buona riforma si può aiutare la mobilità ad essere più sicura, sostenibile ed efficiente, nel fare un ottima riforma il codice della strada può anche far funzionare meglio le relazioni tra i cittadini, renderle più feconde, rendere la società più creativa, più intelligente, più smart come si direbbe oggi e rendere quindi i cittadini non solo più sicuri, più sani e più produttivi, ma anche più felici. Per queste ragioni si deve lavorare con uno spirito nuovo e aperto e liberarsi dai propri pregiudizi. In questo senso occorre anche cambiare linguaggio parlando di mobilità e non più di traffico, di spazio pubblico e non più solo di strada, ma soprattutto di persone e non di veicoli. Devono essere le persone al centro della norma e non i mezzi di trasporto. Vediamo ora i punti di rifermento principali della riforma.
UTENTI VULNERABILI. In primo luogo, com'è ovvio che sia, la sicurezza, principio che deve essere posto alla base di qualsiasi politica di trasporto. La riforma rafforza il concetto di sicurezza e lo estende all'utenza vulnerabile. In tutte le scelte la sicurezza delle persone deve prevalere su qualsiasi altre esigenza funzionale ed economica. Nell'idea di futuro che dobbiamo perseguire ci sono certamente tante cose importanti, ma non possiamo rinunciare ai bambini che si muovono in libertà nei quartieri in cui vivono e alla quantità di problemi risolti che ci sono dietro questo semplice fatto. Su questo il Codice della strada ha un ruolo importante.
E' fondamentale cambiare la mobilità urbana in linea con la normativa di altri Paesi europei, la condivisione dello spazio, l'integrazione dei flussi di traffico, il miglioramento delle funzioni dedicate al trasporto pubblico, alla mobilità ciclistica e pedonale, alla diffusione di zone sicure dove le attività residenziali, scolastiche, commerciali o ricreative, siano salvaguardate. La sostenibilità ambientale e sociale dei sistemi di mobilità è il secondo punto fondamentale della riforma. Oggi la mobilità deve per forza essere sostenibile, altrimenti si rischia il collasso del sistema dei trasporti, soprattutto nelle città. Il codice della strada deve favorire i mezzi meno inquinanti. La semplificazione e l'aggiornamento del Codice è il terzo punto, per favorire una maggiore semplicità del testo, della segnaletica, degli adempimenti burocratici, delle sanzioni.
Il rispetto delle regole, che deve essere sempre certo e controllato, va perseguito anche attraverso l'educazione e il radicamento della natura benigna delle norme stesse. Le sanzioni e i controlli devono essere commisurate al pericolo causato ad altri e a sé. La semplificazione è anche l'apertura alle innovazioni che possano contribuire a rendere le strade più sicure e la vita degli utenti più semplice.
PERSONE AL CENTRO. La riforma deve mettere al centro della propria azione le persone, la loro sicurezza e il loro benessere, non certo le strade o i veicoli. L'ambizione a una mobilità migliore passa quindi dalla valorizzazione del comportamento e della componete soggettiva che ogni utente della strada apporta, nel rendere il rispetto delle regole sempre più naturale, lo spazio stradale sempre più sicuro e democratico e l'atto quotidiano di muoversi sempre più bello.
Paolo Gandolfi
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