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gualtieri, ottavo centenario della morte

La Chiesa commemora il reggiano Sant’Alberto

La Chiesa commemora il reggiano Sant’Alberto

GUALTIERI. La Chiesa reggiana celebra l’ottavo centenario della morte dell’unico suo santo, Sant’Alberto di Gerusalemme, che ai tempi delle Crociate fu inviato in Terrasanta, dove fu attivo fautore...

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GUALTIERI. La Chiesa reggiana celebra l’ottavo centenario della morte dell’unico suo santo, Sant’Alberto di Gerusalemme, che ai tempi delle Crociate fu inviato in Terrasanta, dove fu attivo fautore del miglioramento dei rapporti dei cristiani con i musulmani. Le celebrazioni si terranno a palazzo Bentivoglio di Gualtieri domani alle 17, e domenica pomeriggio alle 16 a Reggio, nella chiesa in via Einstein a lui dedicata. Domani, nella sala Falegnami di Palazzo Bentivoglio, è in programma il convegno “Il santo reggiano apostolo di pace: Alberto patriarca di Gerusalemme”, che sarà introdotto dai saluti del vescovo Massimo Camisasca e del sindaco Renzo Bergamini. Relatori del convegno saranno: padre Giovanni Grosso dell’ordine dei Carmelitani, che parlerà della figura e dell’opera del santo e del suo ruolo di legislatore dell’ordine carmelitano; Loretta Piccinini, autrice del libro “Sant’Alberto. Un uomo della Chiesa moderatore nelle controversie tra Impero e Comuni”, che sta per essere pubblicato; Gianluca Torelli, che tratterà delle origini di Sant’Alberto negli scritti di monsignor Anselmo Mori; e infine Angelo Spaggiari, che ne illustrerà l’iconografia.

Coordinerà l’incontro Giuseppe Adriano Rossi, segretario del comitato delle celebrazioni. Alberto, probabilmente della famiglia dei conti di Sabbioneta, nacque nel 1149 nel castrum Gualtierii, che i più identificano con Gualtieri. Dal 1185 al 1205 fu vescovo di Vercelli, svolgendo un ruolo fondamentale nella conciliazione dei conflitti fra il papa Clemente III e gli imperatori Federico Barbarossa e Enrico VI, nonché tra i comuni in guerra.

In quanto vescovo-conte era un uomo d’armi di parte ghibellina, ma si guadagnò la fiducia anche dei guelfi. Nel 1205 papa Innocenzo III lo nominò patriarca di Gerusalemme. La città, però, era già ricaduta in mano agli islamici e Alberto dovette risiedere sulla costa, a San Giovanni d’Acri. Nel biennio 1208-1209 redasse la regola dei carmelitani. Il 14 settembre 1214 fu pugnalato a morte da un ecclesiastico, che era stato precedentemente deposto per cattiva condotta. Fu il vescovo Beniamino Socche che, nel 1956, costituì a villa Ospizio, a Reggio, la parrocchia di Sant’Alberto di Gerusalemme, dove nel 1963 fu eretta la chiesa progettata da Osvaldo Piacentini. (a.v.)

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