Le Case cantoniere in stato d'abbandono
Un tempo erano importantissime, ora molte sono semidiroccate. Sulla statale 63, solo due su 15 sono ancora in funzione
CASINA (Reggio Emilia). Erano punti di riferimento. Forse ora no, non più. Le case cantoniere, a causa dei tagli sulla spesa, pagano un prezzo alto, altissimo. Un prezzo fatto di abbandono e inutilizzo. Basta scorgerle e osservarle lungo le strade statali della nostra provincia. Dell’acceso e caratteristico rosso pompeiano rimane ormai, in più di un’occasione, appena il ricordo. Il resto è spesso disordine, giardini lasciati all’incuria, lucchetti alle porte, tetti diroccati e cartelli affissi ai cancelli con la scritta "Pericolo di crollo".
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.9942831:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.9942831:1649434731/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Formate da singole unità immobiliari, negli anni le cantoniere hanno ospitato famiglie, box e magazzini dove venivano stoccati i materiali indispensabili alla gestione e alla cura delle strade più importanti. Insomma, vere e proprie colonne della rete viaria. Oggi, ad esempio, sulla statale 63 che conduce al valico del Cerreto solo due, delle quindici presenti, scrive Anas «sono utilizzate a fini istituzionali; in località La Crocetta (Collagna) e in località Rio Ricò (Busana)».
«Delle restanti tredici – aggiunge ancora Anas – due sono in concessione d’uso: una alla Protezione civile/Corpo forestale dello Stato in località La Croce (Castelnovo Monti); l’altra, nel Comune di Casina, in concessione all’Amministrazione comunale». E le altre undici? «Attualmente non sono utilizzabili, a meno di onerosi interventi di manutenzione».
Inutilizzabili dunque quelle di Piagneto (Collagna), Palareto-Il Terminaccio (Castelnovo Monti), Campo dell’Oppio (Carpineti), La Canala (Casina). Così come quelle di Vezzano, Rivalta, Cadelbosco Sotto, un rudere in località La Bettola (Casina) e tre immobili a Rio Ricò (Busana).
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.8371819:gele.Finegil.StandardArticle:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2013/12/27/news/sos-per-la-vecchia-casa-cantoniera-1.8371819]]
Non se la passano meglio neppure le strutture presenti sulla via Emilia. «Delle sei case cantoniere – si legge – cinque sono gestite da Anas. Quella situata in viale dei Mille, nel centro di Reggio, è stata riconsegnata all’Agenzia del Demanio lo scorso luglio. Di queste cinque, una è utilizzata ai fini istituzionali al chilometro 174+600 in località Gavassa; una è assegnata in uso gratuito in località Taneto di Gattatico; le restanti tre (al chilometro 163+210 in comune di Rubiera; al chilometro 167+311 in località Marmirolo, Reggio; al chilometro 186+906 in località Villa Gaida, Reggio) attualmente non sono utilizzabili, a meno di onerosi interventi di manutenzione».
Una situazione, quella venutasi a creare, conseguenza di scelte compiute a livello centrale. «Nel corso del tempo – scrive Anas – per effetto della riduzione del personale, si è dovuto procedere all’affidamento a soggetti terzi delle attività di manutenzione stradale con la conseguenza che molte case cantoniere sono rimaste disabitate; inoltre, a partire dal 2006, la disciplina sul contenimento della spesa pubblica ha drasticamente ridotto la possibilità di interventi sia di manutenzione ordinaria che straordinaria su questi immobili. È possibile allora che, nella stessa casa cantoniera, alcuni locali, quelli più vetusti o meno impiegati, non siano al momento utilizzabili perché necessitano di interventi di manutenzione onerosi».
Un passato glorioso, un presente complicato. E il futuro?
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.9942830:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.9942830:1649434731/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Qualcosa pare muoversi. Alcune case sembrano aver trovato nuova vita. A Casina, a due passi dal centro, sullo storico tragitto della 63, nei locali della casa cantoniera è sorto un circolo dove si organizzano serate culturali e tante altre attività ricreative. Insomma, un vero punto di riferimento per l’intero paese. Un paese che, grazie al lavoro di tantissimi volontari, è riuscito a ridare nuova vita alla vetusta struttura: era il 2002.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.9942847:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.9942847:1649434731/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ma anche Anas è fiduciosa: «L’originaria funzione delle case, che nel loro complesso costituiscono ancora punti di riferimento consolidati e una vera e propria rete a livello nazionale, può oggi essere riconsiderata in un’ottica più ampia, con particolare riguardo alla necessità di garantire un’offerta di assistenza e servizi agli utenti delle strade statali sviluppata in maniera uniformemente diffusa sul territorio nazionale. Proprio in Emilia Romagna, nel Comune di Berceto (Parma), due case cantoniere ristrutturate sono state adibite a rendere alcuni servizi all’utenza (ristoro, ospitalità e promozione di prodotti tipici locali). In considerazione del positivo esito dell’operazione, altre due saranno destinate ad assolvere analoghe funzioni». Chi lo sa, quindi: che questa nuova vita possa in futuro riguardare anche altre strutture della nostra provincia?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
