Mafie in Emilia, la seduta della Commissione a Bologna
Le infiltrazioni criminali lungo la via Emilia, le 'ndrine di Reggio Emilia, estorsioni e usura: l'Antimafia si occupa di Emilia Romagna su richiesta del M5S
REGGIO EMILIA. Sono partiti a Bologna i lavori della Commissione parlamentare antimafia sulle infiltrazioni e sul radicamento della criminalità organizzata nella nostra regione. La commissione, presieduta da Rosy Bindi, si è data appuntamento nella sede bolognese della Prefettura, dalle 10 alle 16, con audizioni che si svolgono a porte chiuse.
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Ad essere ascoltati, i magistrati delle Procure emiliano-romagnole, a cominciare dagli investigatori impegnati nella Dia di Bologna, che proprio qui nel reggiano, nel novembre 2013, hanno svolto una delle operazioni antimafia più importanti del nord Italia, con il primo sequestro preventivo anticipato in Emilia Romagna nei confronti di Francesco Grande Aracri, fratello del boss di Cutro, Nicolino, su un patrimonio di circa 3 milioni di euro. Un appuntamento chiesto a gran voce dalla parlamentare M5S, Maria Edera Spadoni, dopo le denunce per presunti brogli durante le elezioni amministrative del maggio scorso, nei seggi 7 di viale Montegrappa e il 149 di via Premuda.
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Ma non solo l’inchiesta sui brogli a Reggio, un territorio dove ormai il livello dall’allarme è passato dall’infiltrazione al radicamento. All’attenzione della commissione, anche e soprattutto la preoccupante stagione dei roghi, dal 2012 al 2013, quando la ‘ndrangheta ha seminato intimidazioni in tutta la provincia, provocando circa quaranta incendi ai danni di cantieri, camion e aziende.
Un fenomeno malavitoso fronteggiato in questi anni con coraggio dal prefetto, Antonella De Miro, che ha combattuto la sua battaglia a colpi di interdittive, con l’esclusione dalla “white list” di aziende in odore di criminalità organizzata, prima di essere trasferita a Perugia nelle scorse settimane, dopo cinque anni di impegno nella nostra provincia.
Intanto giovedì, a Casalgrande, nella sala civica “Incontro” del teatro De Andrè in piazza Costituzione, c'è stata la serata “Le mafie di casa nostra”, un’iniziativa con la presenza di Francesco Caruso, presidente del Tribunale di Reggio Emilia, del questore di Reggio, Isabella Fusiello e del comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Paolo Zito. A coordinare, Elia Minari della web-tv Cortocircuito, nata dal giornalino studentesco cittadino che in questi anni ha realizzato diversi lavori sulla criminalità. Ad aprire la serata sono stati Alberto Vaccari e Marco Cassinadri, sindaco e vicesindaco casalgrandesi, con la proiezione della video-inchiesta “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, sempre realizzata da Cortocircuito.
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