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Marcia sulle tracce dei partigiani

Marcia sulle tracce dei partigiani

In cammino dall’Appennino a Reggio per ricordare i combattenti

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CASTELNOVO MONTI. Quasi duecento presenze, con visite alle Officine Reggiane, testimonianze, canti, cibo in compagnia. Il tutto accompagnato da una bella giornata di sole. Si è conclusa domenica l’esperienza dei “Sentieri Partigiani” promossi da Istoreco, l’iniziativa che ogni anno raduna tante persone provenienti da mezza Europa per camminate sui luoghi della Resistenza in montagna, unite a testimonianze partigiane. L’edizione 2014 si è conclusa domenica a Reggio, nei luoghi della storia cittadina. Iniziati giovedì scorso, dopo tre giorni di marcia in Appennino i “Sentieri Partigiani” hanno raggiunto la città, domenica, per un viaggio a piedi incentrato sulla storia della Resistenza e non solo. Al gruppo, che ha marciato in montagna – un centinaio di persone quasi tutte arrivate da Germania, Svizzera e Austria – si sono unite parecchie altre decine di partecipanti, reggiani, che si sono aggregati per il momento conclusivo, partito alle 9 alla sinagoga di via dell’Aquila, aperta in occasione della giornata della cultura ebraica, e proseguito sino alla prefettura, dove ha parlato la partigiana Giacomina Castagnetti. Giacomina, resistente, sindacalista, ha raccontato la sua esperienza fra aneddoti e riflessioni a largo raggio. Una seconda grande figura reggiana, Fernando Cavazzini, nome di battaglia “Toni”, è stato il protagonista della seconda testimonianza di giornata, alle Ex Officine Reggiane, visitate verso mezzogiorno. Un luogo importantissimo della storia locale, anche durante la guerra: prima gli scioperi contro la guerra, che portarono all’uccisione di nove operai, e poi il bombardamento alleato che semidistrusse il complesso. Cavazzini, giovanissimo comandante di una squadra di partigiani sabotatori in Appennino, ha avuto il suo apprendistato politico e militante proprio alle Reggiane, prima di scegliere di partecipare attivamente alla lotta partigiana. Tradotto anche in tedesco, come anche la Castagnetti, ha parlato della propria vita e dei giorni dei combattimenti e della Liberazione, a pochi passi da dove morirono i manifestanti. Fra loro, ricordata da un bel murales, Domenica Secchi, operaia all’ottavo mese di gravidanza che non riuscì a scappare proprio per le sue condizioni e venne colpita dai bersaglieri mandati a spegnere la protesta. Al termine del suo intervento, il Coro Selvatico di via Bligny ha intonato alcuni canti operai e politici, prima del trasferimento alla sede di Istoreco, agli ex Stalloni. Qui è andato in scena l’ultimo atto dei Sentieri, il pranzo di brigata con il biobar, a cui hanno preso parte quasi 200 persone, sempre accompagnate dai brani partigiani del Coro. Al pranzo hanno partecipato anche Giovanna Quadreri, “Libertà”, e Francesco Bertacchini, “Volpe”, partigiani reggiani che avevano parlato nelle precedenti giornate in montagna. (adr.ar.)

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