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L'INCHIESTA

Provincia, riforma flop in attesa dei decreti attuativi

Paolo Cagnan e Enrico Tidona
Provincia, riforma flop in attesa dei decreti attuativi

Gli “enti intermedi non spariranno”, ma cambieranno natura: in che termini? Viaggio nel presente per capire il futuro

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REGGIO EMILIA. Dopo mesi di rimpalli con il governo, la Provincia di Reggio Emilia si appresta a cambiare pelle. Il 12 ottobre ci sarà l’elezione del nuovo consiglio provinciale e l'abolizione dell'attuale giunta. Un evento storico, che non vedrà sfilare nelle urne semplici cittadini - esclusi dalla votazione - ma sindaci e consiglieri comunali chiamati ad esprimere le loro preferenze per eleggere il futuro presidente dell’ente e dell'assemblea.

Di fatto, ad oggi, si tratta di una "rivoluzione" mancata. L'unico risparmio riguarda il taglio dei compensi per gli esponenti politici. Le deleghe per materie rilevanti come edilizia scolastica, viabilità e ambiente non si sa ancora a chi verranno affidate. Nessun indizio anche per quanto riguarda il destino del personale dipendente: a Reggio Emilia sono circa 400 i dipendenti in forze a Palazzo Allende. Per capire meglio quali e quante sono le risorse a disposizione, la Gazzetta di Reggio ha rielaborato i vari capitoli inseriti nel bilancio della Provincia, creando una serie di grafici interattivi e facilmente navigabili, rendendo immediata la fruibilità di questi dati.


La nuova amministrazione che uscirà dalla votazione del 12 ottobre 2014, è frutto del decreto “taglia province” studiato dall’ex sindaco di Reggio Graziano Delrio, ora sottosegretario alla presidenza del governo Renzi. Una riforma, però, che stenta a decollare: mancano i necessari decreti attuativi. La Provincia di Reggio Emilia ha avuto a disposizione nel 2014 risorse per investimenti pari a 5,4 milioni di euro. Buona parte di queste vengono impiegate per la gestione del territorio e per l'istruzione pubblica, come riassunto nel grafico qui sotto.

Le spese a sostegno dell'ente Provincia vengono assorbite in parte rilevante dai costi di funzionamento e dalle spese del personale. Capitoli che dovevano essere in parte tagliati, salvo poi confermare in toto la struttura e abolendo solo il vertice poltico, con un risparmio di poche centinaia di migliaia di euro.

Il bilancio previsionale della Provincia di Reggio ha subìto tagli e compensazioni negli ultimi quattro anni, a seconda di quanto diposto anche dai vari governi che si sono succeduti. Che fini faranno questi soldi non è chiaro. Potrebbero essere mantenuti per quota parte dall'ente che, seppur depotenziato, avrà alcune deleghe e i servizi al pubblico. Parte dei soldi potrebbero essere dirottati ai comuni - o meglio, alle unioni dei comuni, come auspicato da molti - senza scordare che alcune competenze già assegnate sotto forma di delega dalla Regione Emilia-Romagna, potrebbero tornare appannaggio di Bologna.

A preoccupare di più è il mondo della scuola. L'ultima giunta di Palazzo Allende ha impegnato nel 2014 ben 17 milioni di euro per intervenire soprattutto sulla manutenzione degli istituti e la messa in sicurezza dei luoghi dove avviene la formazione. Non si tratta infatti di spendere soldi a pioggia, ma di programmare gli interventi anche sulla base di un rapporto di interscambio informativo con il territorio, possibile solo se verrà mantenuta anche la cinghia di trasmissione tra i comuni e coloro ai quali verrà assegnata la delega.

 

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