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REGGIO EMILIA

Bimbo di 6 anni multato da Seta perché ha il biglietto scaduto

Andrea Vaccari
Bimbo di 6 anni multato da Seta perché ha il biglietto scaduto

Il piccolo, a bordo con la nonna, aveva 12 minuti di tempo per arrivare a casa ma, a causa del ritardo dell'autobus, alla fine ha ricevuto una sanzione di 65 euro. Seta alla fine ha accolto il ricorso del padre

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REGGIO EMILIA. Una multa a un bambino di sei anni è la singolare "impresa" compiuta da un controllore di Seta che venerdì scorso – a bordo dell'autobus numero 5 che dal centro viaggia in direzione di Rivalta – ha sanzionato il giovanissimo cliente, in possesso di un biglietto scaduto da nemmeno dieci minuti, con una multa da 65 euro.
La nonna 75enne e il nipotino di 6 anni, dopo un breve giro in centro città a fare compere, decisero di rientrare a casa e si diressero alla fermata dell'autobus 5. La donna era munita di un regolare biglietto multicorse (per la precisione, aveva appena timbrato la nona e penultima corsa), mentre il bambino aveva un normale biglietto obliterato. In base all'orario di timbratura di questo biglietto, il piccolo aveva a disposizione 12 minuti (dei 75 totali) prima della scadenza, ma il caso ha voluto che l'autobus sia giunto alla fermata con dieci minuti di ritardo.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.9948834:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.9948834:1649685258/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]] Una volta a bordo, dopo qualche fermata, è salito un controllore che ha chiesto ai nonna e nipotino di mostrare i biglietti: la donna era in regola, ma il biglietto del bambino era scaduto, seppur di pochissimi minuti.
A quel punto, l'inflessibile controllore ha compilato un verbale intestato al bambino stesso, al quale addirittura ha chiesto se fosse in grado di pagare sul momento i 65 euro previsti dal regolamento. A nulla sono valse le rimostranze della donna, che ha sottolineato al controllore come il ritardo del bus non fosse imputabile ai due passeggeri.
Quanto avvenuto ha scatenato la rabbia del padre del bambino (e figlio della signora), che ha subito preparato un ricorso a Seta, allegando una copia del verbale e un reclamo per fare presente il comportamento del rigoroso verificatore e il fatto che la donna avrebbe comunque potuto utilizzare il suo multicorse, ma che non lo ha fatto perchè il nipote era in regola, non fosse per il ritardo del mezzo pubblico.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.9682665:gele.Finegil.StandardArticle:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2014/07/31/news/portoghesi-sui-bus-della-seta-multe-raddoppiate-nel-2013-1.9682665]]

Fortunatamente, alla fine il buonsenso ha prevalso: dopo essersi presentata negli uffici di Seta, con soddisfazione la donna ha appreso che non doveva più pagare la multa, in quanto il ricorso del figlio era stato accolto. Eventuali proteste o rimostranze non sarebbero state possibili, invece, se la multa fosse stata pagata direttamente sul bus. A quel punto, la vicenda si sarebbe chiusa automaticamente. In questi casi "dubbi", dunque, è preferibile aspettare prima di saldare l'importo dovuto.

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