Caos treni, sindaci in rivolta «Qualcuno cambi mestiere»
A guidare la protesta è Alessio Mammi, il primo cittadino di Scandiano «Situazione intollerabile: la Regione convochi subito Fer e Tper»
SCANDIANO. «Se non sono in grado di far funzionare la ferrovia possono cambiare mestiere». Non gira attorno alla questione il sindaco di Scandiano, Alessio Mammi, parlando dei nuovi problemi alla linea ferroviaria Sassuolo/Reggio e di chi la gestisce. Ieri mattina diverse corse in partenza da Sassuolo non sono partite, soppresse all’ultimo minuto, lasciando così a piedi decine di studenti diretti a Reggio.
Chi ha potuto ha raggiunto la scuola cittadina grazie ai propri genitori, costretti a loro volta a corse improvvisate e a ritardare poi al lavoro, mentre altri non hanno avuto altra scelta che tornare a casa, o aspettare diverse ore perché uno dei treni sassolesi arrivasse fino a Scandiano.
Il problema riguarda più territori, pendolari e studenti di Sassuolo, Scandiano, Casalgrande e delle frazioni reggiane più vicine al Secchia, tutti appiedati senza grande preavviso. A questo si uniscono alcuni malfunzionamenti magari causati dalla stagione, come la presenza di alberi ancora folti a poca distanza dalle rotaie, che appoggiandosi sui vari fili elettrici generano piccoli problemi, e via con altri rallentamenti. La questione però pare essere a monte, all’organizzazione dei collegamenti fra il Reggiano e il Modenese.
Nei primi tre giorni dall’inizio delle lezioni le corse soppresse sono state parecchie, generando una montagna di disagi. Ed ogni mattina qualcuno non ha potuto prendere il treno nonostante fosse arrivato in orario alla stazione. E il sindaco scandianese non la manda giù.
Ora Mammi ha chiesto un incontro urgente alla Regione e ai gestori (Tper-Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna che si occupa delle linee e Fer, che ha la proprietà delle strutture) in accordo con gli altri primi cittadini coinvolti, quelli di Scandiano, Casalgrande e Reggio. «Alcuni treni sono stati soppressi provocando un forte disagio a tante famiglie. Non lo ritengo accettabile, soprattutto per un territorio che da oltre cento anni ha una ferrovia», spiega Mammi.
All’incontro, che si dovrebbe tenere già oggi, Mammi arriva con le idee ben precise: «Se non sono in grado di far funzionare- questo il suo messaggio - la ferrovia possono cambiare mestiere». La situazione, spiega, «è assurda, e non riesco a capire cosa sia successo, soprattutto negli ultimi anni. Sino ad una decina di anni fa questi problemi non c’erano, o erano molto rari. Invece ultimamente sono in aumento, creano guai ai ragazzi e alle loro famiglie».
Da qui la decisione di chiedere un incontro, e Mammi non ha paura di usare toni duri: «E’ una linea ferroviaria importante per il nostro territorio, ma è una linea ferroviaria, è fissa, è difficile comprendere come possano esserci sempre disservizi e corse cancellate».
Oltretutto, disservizi legati al momento di maggior utilizzo, con la partenza delle lezioni scolastiche: «Forse - conclude Mammi - è un problema organizzativo. Quello che chiediamo però è che la situazione venga risolta, così non è possibile andare avanti, il disagio è troppo grande, per tantissime famiglie».
Adriano Arati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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