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Sanità reggiana, gli ambulatori nelle “Case della salute”

Sanità reggiana, gli ambulatori nelle “Case della salute”

Fra pochi mesi sarà smantellato l’immobile di viale Monte San Michele dove resteranno provvisoriamente solo gli uffici

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REGGIO EMILIA. A metà del 2015 gli ambulatori per le visite specialistiche dell'Ausl attualmente collocati in via Monte San Michele (ex Inam) traslocheranno in tre nuove strutture in altrettante parti della città. La parte riservata alla cure odontoiariche pubbliche per adulti e bambini (che sarà anche la prima del genere in Italia) verrà concentrata in via delle Ortolane (una traversa di via Adua) in una struttura di proprietà dell'Ausl che ospitava i servizi psichiatrici. Il servizio di Diabetologia e Infermieristica domiciliare e il Consultorio familiare finiranno in via Gramsci e quello di Cardiologia ed Oculistica, assieme ad altre specialità, traslocheranno in via Kennedy.

«Tutte in aree servite da mezzi pubblici e dotate di adeguati parcheggi», spiega il direttore generale dell' Ausl Fausto Nicolini, confermando il percorso avviato dall'azienda e l'intenzione «nei prossimi anni di arrivare alla vendita del palazzo di via San Michele, per ricavare risorse da destinare alla ristrutturazione degli ospedali esistenti in provincia».

Nell'attuale ampio stabile di via Monte San Michele ristrutturato intorno agli anni Cinquanta per ora resteranno solo gli uffici amministrativi. L'intenzione però, non appena saranno disponibili i finanziamenti, è quella di un trasloco anche degli uffici.

Questo il progetto già avviato dall'Ausl reggiana che comporterà un profondo cambiamento nelle abitudini dei reggiani e un investimento complessivo di 4.5 milioni di euro. «Un progetto - prosegue Nicolini - possibile con il passaggio dalla filosofia dei poliambulatori a quella delle case della salute. Strutture di riferimento per il cittadino in cui sono concentrati medici di base, servizi infermieristici e assistenziali e medici specialisti». Un percorso già avviato in provincia con la nascita di altrettante "case della salute" a Guastalla, Correggio e all' ex ospedale Spallanzani, in cui, aggiunge il direttore generale, «verranno create équipe di medici in grado di fornire più assistenza e collaborare con altre professionalità. Ma non ci fermiamo qui. In futuro pensiamo di portare a termine il progetto e vendere l'immobile di via Monte San Michele per finanziare ulteriormente il nostro piano di investimenti».

La scelta di lasciare via Monte San Michele «è dovuta - conclude Fausto Nicolini - alla cronica carenza di parcheggi in una zona con forti problemi di viabilità. Inoltre l'edificio richiede una manutenzione onerosa e pesanti interventi per l'adeguamento alle norme di sicurezza senza dimenticare la distribuzione degli spazi su quattro piani che non è per nulla razionale».

Roberto Fontanili

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