Iren-A2A, da Piazza Affari l’ok all’ipotesi di fusione
È quanto trapela sulla possibile unione fra le due grandi società del nord Solo due giorni fa il presidente Profumo parlava di “radicamento sul territorio”
REGGIO EMILIA. Il presidente Francesco Profumo frena, il sindaco Luca Vecchi blocca, ma sulla fusione Iren-A2A la borsa dà il suo via libera. È quanto riportato dal Sole 24-Ore , secondo il quale l’ipotesi della discussa nascita di una maxiutility del Nord, frutto della fusione tra Iren e la lombarda A2A, sarebbe promossa dagli analisti. Per il quotidiano economico, il piano - che si sviluppa sull’asse MiIlano-Torino, da un intesa fra i sindaci Fassino e Pisapia – sarebbe già pronto, sebbene non sia mai approdato al tavolo dei cda delle due aziende. Tre i punti di partenza: la riorganizzazione delle linee di business per funzioni, la discesa del capitale pubblico al 40% e l’aumento di capitale da un miliardo, in modo da ridare il fiato ad entrambe le aziende.
Un’ipotesi che avrebbe trovato parziale conferma anche in un comunicato diramato lunedì da A2A: «Ogni progetto di sviluppo sarà valutato nei prossimi mesi, nell’ambito del Piano Industriale, laddove il Consiglio di Amministrazione esaminerà tutte le opzioni sulla base della loro validità industriale, attivando quindi un confronto con gli azionisti in merito alle ipotesi elaborate».
Parole diffuse proprio mentre a Reggio Emilia, il presidente Iren, Francesco Profumo, rilanciava la necessità di un radicamento territoriale della multiutility, secondo una linea sposata anche dal sindaco Luca Vecchi. E proprio sul fronte dei sindaci potrebbe aprirsi una partita a scacchi fra sostenitori e detrattori della fusione, con i soci che potrebbero diventare il vero ago della bilancia per la riuscita dell’operazione. Se sul versante Iren è soprattutto Luca Vecchi a mettersi di trasverso, in Lombardia molte perplessità sono state manifestate dal primo cittadino di Brescia, Emilio Del Bono. Alla finestra, intanto, i Comuni reggiani soci, sebbene Castellarano abbia dato già il via libera alla vendita di quote non vincolate, con il sindaco Gian Luca Rivi che ha annunciato l’intenzione di uscire dal patto di sindacato. Proprio la vendita di azioni non vincolate, con un’eventuale ricapitalizzazione per acquisire altre partecipate sul territorio sarebbe, stando al Sole una delle strade per diluire la presenza dei Comuni nella maxi operazione. (e.spa.)
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