«Opg, serve la camera imbottita»
La denuncia del Sappe: in soli tre giorni due gravi episodi di autolesionismo
REGGIO EMILIA. Due episodi di grave autolesionismo sono stati registrati negli ultimi giorni tra gli internati dell’Opg: il primo sabato, con un uomo che ha inghiottito alcune viti tanto da dover essere sottoposto a un intervento chirurgico; il secondo ieri, quando un altro ha rotto un lavabo e coi frammenti di questo si è ferito. E ora il sindacato Sappe lancia un appello per la predisposizione di «una camera imbottita priva di suppellettili» e l’apertura di un tavolo tecnico in prefettura.
A parlare è il segretario provinciale, Michele Malorni. «Mal si comprende – dichiara – come mai lo stesso detenuto venga gestito diversamente dalla struttura sanitaria Opg rispetto a quella esterna: in Opg il detenuto in preda ad atteggiamenti rischiosi non può essere contenuto difformemente da quanto avviene all’esterno, come nei reparti di diagnosi e cura. Perché non consentire anche alla struttura detentiva di appositi mezzi in grado di arginare il verificarsi di eventi di elevata pericolosità per il detenuto e gli operatori?». «Si badi – sottolinea Malorni – solo per il tempo strettamente necessario per l’efficacia della terapia farmacologica e per il ristabilimento di condizioni di normalità».
Da qualche anno, infatti, all’Opg non sono più previste queste misure, come disposto dalla Legge Marino sugli Opg. Ma dal Sappe arriva la denuncia a causa dell’«aumento spropositato degli eventi critici, con detenuti difficilmente gestibili». E la perplessità sul reparto “aperto”, che per alcuni detenuti è ritenuto incompatibile.
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