Gazzetta di Reggio

Reggio

Renzi: «Non rischiamo di farci un autogol»

Renzi: «Non rischiamo di farci un autogol»

Il premier alla direzione nazionale: «Bonaccini? Grande spavento. Ma ora basta con gli scontri»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Non facciamo l’autogol per cui siamo gli unici che fanno le primarie e poi finiamo per farci del male per retroscenismi. Noi siamo quelli che le primarie le fanno, gli altri sono quelli che le sognano». Non manca di mandare il suo in bocca al lupo a Stefanno Bonaccini, ieri ancora fermo ai box dopo essere stato colpito domenica sera da un improvviso malore mentre stava arrivando a Festareggio. Nello stesso tempo, tuttavia, invita ad abbassare i toni della contesa, anche per non disperdere quel patrimonio del 40% di consensi registrato alle ultime tornate elettorali. Parlando del Governo e del rimpasto della segretaria durante la direzione nazionale del Pd di ieri sera il premier Matteo Renzi non ha trascurato la vicende emiliano-romagnole, con l’ennesima polemica scoppiata nella giornata di ieri tra l’outsider, Roberto Balzani e il coordinatore dei segretari provinciali, Paolo Calvano.

«In bocca al lupo a chi corre in Calabria e in Emilia-Romagna - afferma Renzi – Ma il più grande abbraccio e in bocca al lupo lasciatemelo fare a Stefano Bonaccini: ci ha fatto prendere un bello spavento, ma ora sta bene». Una frase che ha scatenato un applauso tra i presenti. Il premier non ha mancato di ripercorrere le polemiche che hanno accompagnato questa corsa alle primarie: «Non c’è stato alcun tentativo di violare le regole del Pd, ma si è discusso di come arrivare alla candidatura migliore. Vasco Errani ha lasciato in anticipo: una scelta della quale ha parlato lungamente. Gli ho reso omaggio, poi del tutto autonomamente alcuni candidati che si erano presentati si sono ritirati».

Sull’inchiesta delle spese pazze, Renzi ha ribadito di essere garantista, lasciandosi sfuggire un lapsus proprio su Bonaccini: «Quando l’ho scelto come candidato... come guida del mio comitato elettorale contro Gianni e Pippo, era nel momento in cui aveva un rinvio a giudizio. Poi Stefano è stato assolto». Quanto a Richetti, che invece si è ritirato, il premier ha semplicemente detto di accettare la sua decisione.

«Per me la dignità e la libertà di un uomo è quella basata sulla Carta Costituzionale. Matteo ha deciso liberamente di rinunciare. Bonaccini ha voluto andare avanti e a lui e a Balzani va il nostro sostegno e il nostro rispetto. Adesso evitiamo altri elementi di scontro».

Scontro che ieri c’è stato poche ore prima della direzione nazionale tra Balzani e Calvano, con il primo che ha accusato il partito emiliano-romagnolo di aver convocato la direzione regionale, in programma domani, per cambiare le regole, senza avvisare. Polemica parzialmente rientrata solo in serata, quando dopo un giorno di ricovero e un altro trascorso nella sua casa di Campogalliano Stefano Bonaccini è tornato ad apparire in pubblico, alla festa del Pd di Modena, in occasione del concerto di Luca Carboni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google