Gazzetta di Reggio

Reggio

Rose e palloncini per l’addio a Bianca

di Franco Dallasta
Rose e palloncini per l’addio a Bianca

I bambini hanno portato un fiore sulla piccola bara. Maestre e mamme in lacrime si sono strette ai genitori e ai nonni

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CORREGGIO. Una rosa bianca, per ricordare che Bianca, nell’ultima recita che aveva fatto alla scuola materna “San Tommaso” alla fine di maggio, rappresentava proprio la rosa della fiaba “Il piccolo principe” di Francois de Saint’Exupery. Una rosa bianca che tutti i bambini della scuola materna e della prima elementare - che Bianca avrebbe dovuto iniziare a frequentare proprio lunedì mattina - entrando in chiesa hanno deposto ai piedi della piccola bara posta davanti all’altare.

Poi i bambini hanno cantato e battuto le mani insieme al coro parrocchiale per quella che, invece di una cerimonia funebre, è diventata quasi una festa. E anche la mamma Silvia, ha avuto un sorriso e una carezza per i “suoi” bambini, quelli della sua classe alle elementari, che le si sono stretti attorno per salutarla. Poi le lacrime e gli abbracci di amici, colleghi e colleghe della scuola “San Tommaso”, di tanti parenti che hanno cercato di incoraggiare Silvia e Francesco Sologni, la mamma e il papà di Bianca, prima dell’inizio della messa. E poi tanti abbracci anche ai nonni, che non sono riusciti a trattenere le lacrime mentre i bambini entravano in chiesa vedendo in ciascuno di loro la loro cara e sorridente bambina che correva loro incontro per abbracciarli, come aveva fatto Bianca tante volte quando andava a casa loro.

Una cerimonia toccante, ma anche densa di significati, di parole di speranza e soprattutto di Fede, l’unica via che può in qualche modo dare senso a un dolore così grande che ha colpito non solo i genitori e i parenti, ma anche tutta la comunità correggese che ieri pomeriggio ha gremito la chiesa parrocchiale di San Pietro, nell’Espansione Sud.

Le lacrime e i singhiozzi trattenuti a stento da tutte le donne presenti in chiesa hanno sottolineato il dramma di Silvia, una mamma alla quale è stato spezzato il cuore con questa assurda morte della bellissima e adorata figlia. Uno “strappo” che il sacerdote, don Gabriele Valli, ha cercato di spiegare nella sua omelia, ricordando come «l’Amore di Dio sia stato tanto grande da mandare suo Figlio a morire per noi sulla croce», a dare un significato grandissimo ad una morte che, agli occhi umani, sembrava assolutamente inspiegabile se non addirittura inutile. Così come Maria ai piedi della croce, anche per Silvia e Francesco (e per tutti coloro che hanno Fede) la meditazione e la preghiera per il “passaggio” di Bianca da questa terra al Cielo, deve servire non solo come consolazione al dolore del distacco, ma come Speranza nella salvezzache Bianca ora condivide insieme a Cristo. E infatti le preghiere lette da alcune insegnanti e amiche di Silvia, hanno chiesto a Dio di “dare forza” a questa mamma così provata, affinchè sappia continuare a donare ai bambini, all’altra figlia di due anni, ma anche a tutti i bambini che continuerà ad incotrare a scuola, tutto quell’amore che ha saputo dare alla piccola Bianca.

Anche le due insegnanti della scuola materna “San Tommaso” che hanno avuto come “allieva” negli ultimi tre anni la piccola Bianca, hanno ricordato il sorriso, i giochi, la serenità d’animo e la vivacità di Bianca, che non vedeva l’ora di andare in prima elementare per entrare in un mondo nuovo, fantastico, insieme alle sue amichette. E in “mondo nuovo” Bianca è entrata, come se una falce avesse reciso di netto quella bellissima rosa bianca, che però non è morta, ma si è trasformata in una farfalla, o in un angelo, volando in cielo.

E forse i suoi amici continueranno a ricordarla nella parte della “rosa” del Piccolo Principe che, come ha citato don Gabriele, diceva che le cose più belle non si vedono con gli occhi. Poi, all’uscita dalla chiesa, i bambini hanno lasciato volare in cielo tanti palloncini bianchi e la folla presente ha applaudito commossa quando il feretro è partito lentamente verso il camposanto.

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