Il vescovo celebra Sant’Alberto
Gualtieri: monsignor Camisasca ieri al convegno sul patriarca di Gerusalemme
GUALTIERI. Approfondire la storia di uno dei protagonisti di molti degli eventi drammatici del suo tempo, un personaggio chiave per la vita della Chiesa, ma anche per quella della società civile e politica. Questo l’obiettivo del seminario che si è svolto ieri pomeriggio nella sala Falegnami di Palazzo Bentivoglio - gremitissima per l’occasione - con il titolo “Il santo reggiano apostolo di pace: Sant’Alberto patriarca di Gerusalemme”, in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo.
Tantissimi i partecipanti - tra i quali anche molti sacerdoti, a cominciate dai parroci di Gualtieri e il vicario vescovile don Alberto Nicelli - che hanno assistito con interesse alle parole dei numerosi relatori.
A introdurre il convegno, il sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini e il vescovo Massimo Camisasca.
«Un vescovo – ha spiegato Camisasca – deve interessarsi di storia? La risposta è sì, è uno dei suoi compiti principali, altrimenti non mette radici. Quando ho percepito l’importanza della figura di Sant’Alberto ho proposto degli studi per approfondire ulteriormente la sua storia. Il santo reggiano è un ottimo esempio per come ha saputo affrontare i problemi del suo tempo, in particolare di ordine politico e sociale. Nonostante sia vissuto molti secoli fa, quella di Sant’Alberto è una figura ancora molto attuale».
Nel corso della conferenza - moderata da Giuseppe Adriano Rossi - hanno preso la parola, inoltre, Padre Giovanni Grosso, che ha operato un focus sulla figura e l’opera di Sant’Alberto e il suo ruolo di legislatore dell’Ordine Carmelitano. Spazio, a seguire, anche a Loretta Piccinini, autrice del libro “Sant’Alberto. Un uomo della Chiesa moderatore nelle controversie tra Impero e Comuni”, volume pubblicato da Tecnograf e messo a disposizione anche ieri. Con in copertina il dipinto di Clemente Ruta raffigurante Sant’Alberto presente nella chiesa gualtierese di Santa Maria della Neve, ha visto l’autrice, medievalista, ripercorrere la biografia del santo mettendo in evidenza l’opera pacificatrice e riconciliatrice da lui svolta nel periodo immediatamente successivo al durissimo scontro fra l’imperatore Federico Barbarossa e i Comuni del Nord Italia, culminato nella battaglia di Legnano del 1176. A conclusione del ciclo di interventi, Gian Luca Torelli ha parlato delle origini di Sant’Alberto negli scritti di monsignor Anselmo Mori mentre Angelo Spaggiari ne ha approfondito l'iconografia. (a.v.)
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