Majorca, ancora venti giorni di speranza
Scandiano, slittata al 7 ottobre la scadenza del concordato. Per l’azienda è l’ultima possibilità di accordo con i creditori
SCANDIANO. Alla ceramica Majorca si punta al 7 ottobre, data ultimo per presentare un concordato liquidatorio, mentre si devono affrontare anche i danni causati dai ladri. La storica azienda scandianese vive ancora un momento di enorme difficoltà: le sue attività sono sospese dal maggio scorso e i dipendenti – una settantina quelli rimasti – attendono ancora diverse mensilità arretrate. Da inizio giugno sino a fine luglio, per quasi due giorni, i lavoratori hanno mantenuto un presidio permanente davanti alla sede di Bosco, sino a che non hanno ottenuto dal commissario giudiziale Anna Spaggiari delle garanzie sulla gestione dei beni rimasti.
Il timore era che il materiale disponibile venisse venduto senza essere conteggiato nelle procedure liquidatorie, togliendo quindi ai dipendenti una delle poche risorse per vedere i loro stipendi mancanti.
Il 7 luglio la Majorca ha presentato richiesta di concordato preventivo, dopo la presentazione di una richiesta di fallimento da parte della ceramica Menestrello, che deve ancora ricevere 102mila euro. Per legge, dalla data della presentazione della richiesta a quella della procedura vera e propria possono passare solo due mesi. Ad agosto però è stata ottenuta una proroga di un mese, che ha fatto slittare la scadenza al 7 ottobre. Il 14 luglio, nel frattempo, il tribunale reggiano aveva nominato Anna Spaggiari come commissario giudiziale incaricata di seguire il procedimento.
Le prossime settimane saranno decisive per chiudere la proposta di concordato preventivo, la procedura concorsuale che permette ad un’attività imprenditoriale di cercare un accordo con i propri creditori, per evitare l’istanza definitiva di fallimento. Uno strumento pensato per cercare di garantire sopravvivenza alle aziende in difficoltà ed allo stesso tempo tutelare i creditori, fra cui molte volte vi sono ovviamente i dipendenti stessi, a causa delle mensilità non corrisposte.
Il concordato deve presentare un piano industriale di risanamento o di cessione dei beni per garantire la copertura economica, e deve comunque essere approvato da un giudice indicato dal tribunale di competenza per poter diventare operativo. Alla Majorca la speranza è che il progetto venga considerato attuabile, e nel frattempo si procede alla vendita dei beni rimasti, fra cui una notevole quantità di mattonelle realizzate ad inizio 2014. Il ricavato servirà per rimpolpare la cifra da destinare al concordato.
Non si ferma neppure la ricerca, anche se sempre più complessa, di nuovi investitori, che portino risorse economiche e la possibilità di riprendere con l’attività produttiva. Altrimenti destinata senza dubbio alla cessazione definitiva. Dall’approvazione del concordato dipende anche il futuro dei lavoratori e delle loro tutele. Con il via libera al procedimento, aumenterebbero le possibilità di ottenere gli stipendi dovuti in tempi ragionevoli, e ci sarebbe la possibilità di rinnovare gli ammortizzatori sociali. Oggi i dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria, e lo rimarranno sino al prossimo dicembre. Senza un concordato, però, difficilmente la cassa integrazione straordinaria verrà prorogata, e per loro arriverà direttamente la mobilità, l’ultimo sostegno previsto.
Adriano Arati
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