Perde il lavoro, si uccide a Rimini
La vittima è un 43enne reggiano, nel 2012 aveva assistito a una sparatoria in un parco di Rimini e oggi avrebbe dovuto testimoniare a processo
RIMINI. Si è tolto la vita il 22 agosto scorso a Rimini, ma la notizia è emersa soltanto oggi, un 43enne originario di Reggio Emilia. Testimone chiave nel processo per il tentato omicidio del parco della Cava della città romagnola, l'uomo è stato trovato morto ad agosto. Questa mattina, infatti, l'uomo avrebbe dovuto testimoniare nell'ambito del nuovo procedimento a carico di Marco Zinnanti (già condannato a 30 anni per l'omicidio di un tassista a Covignano nel settembre 2012) per aver tentato di uccidere un antiquario riminese di 56 anni.
Il reggiano, che aveva appena perso il lavoro in una ditta riminese, solo e senza dimora, si è tolto la vita impiccandosi ad un albero del parco della Cava, non lontano da dove due anni fa avvenne l'aggressione. L'indagine sul suicidio è stata archiviata, sul corpo è stato ritrovato un messaggio che non ha lasciato dubbi sulle cause della morte.
L'aggressione era avvenuta la notte del 17 giugno del 2012 a colpi pistola, nello stesso angolo di parco dove il 43enne reggiano stava dormendo. Secondo le indagini del sostituto procuratore Davide Ercolani, si trattò di una aggressione a sfondo omofobico. Durante l'udienza di questa mattina il tribunale collegiale ha preso atto dell'avvenuto decesso del 43enne: la sua testimonianza, come da verbale di quanto aveva raccontato alla squadra mobile subito dopo l'aggressione, è stata comunque acquisita dal tribunale. Il reggiano quella notte era stato svegliato da un rumore che poi aveva associato allo sparo di alcuni petardi e aveva visto una persona scappare. Ma non ha mai detto di aver visto Zinnanti.
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