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Da Reggio a Roma il “pellegrinaggio” della reliquia di Rivi

Da Reggio a Roma il “pellegrinaggio” della reliquia di Rivi

La neonata parrocchia romana della Stolta e dell’Olgiata è guidata da don Pietro Rabitti, ex parroco di Sant’Ilario

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CASTELLARANO. La Chiesa reggiana offre un duplice e significativo dono a quella capitolina: uno è vivo, dinamico, operoso; l’altro è di carattere storico, emblematico, rappresentativo.

Entrambi, però, andranno ad arricchire la neonata parrocchia della Storta e dell’Olgiata, creata dopo una lunga gestazione in uno dei più eleganti quartieri della capitale.

Il primo regalo riguarda la scelta di affidare la guida della nuova realtà ecclesiale romana – che sarà dedicata ai santi Pietro e Paolo – a don Pietro Rabitti, nato a Sant’Ilario e formato al sacerdozio dalla comunità Familiaris Consortio. Per undici anni don Rabitti è stato curato a San Martino in Rio e, ora, diventerà il primo parroco della Familiaris Consortio ad assumere un simile ruolo al di fuori dei confini diocesani. Al proprio fianco avrà il diacono Domenico Reverberi.

Proprio in vista dell’assunzione dell’importante incarico, don Rabitti ha avanzato la richiesta di poter deporre nella pietra della mensa dell’altare del nuovo tempio di Roma una reliquia del beato reggiano Rolando Rivi.

La domanda è stata sollecitamente accolta e dunque, domani, nel corso della cerimonia di dedicazione della chiesa, verrà consegnato il ricordo devozionale che consentirà di pregare per il martire bambino reggiano morto all’età di soli 14 anni.

Quello di don Rabitti è un gesto che si affianca alla recente e suggestiva cerimonia di domenica 10 settembre quando una delegazione composta da oltre 600 pellegrini reggiani e modenesi, fedeli del beato Rivi, è stata accolta in San Pietro da papa Francesco.

In quell’occasione il Coro Città di Castellarano ha cantato una messa solenne nella cattedrale in Vaticano, poi papa Francesco ha ricevuto i vescovi di Reggio e Ferrara, Massimo Camisasca e Luigi Negri, unitamente al vicario di Nonantola Giacomo Morandi e ad Emilio Bonicelli e Sergio Rivi, cugino del beato, che gli hanno consegnato un’altra importante reliquia.

Ma il dono al pontefice – che è rivolto a tutta la Chiesa cristiana – non è certamente destinato a restare solo.

Oltre alla dedicazione dell’altare della pieve di San Valentino decisa dopo la beatificazione di Rolando, risalente al 5 ottobre dello scorso anno, ci sono infatti i due tangibili ricordi custoditi a Roma ai quali ne seguiranno presto numerosi altri. «Fra pochi giorni – sottolinea Emilio Bonicelli – un’altra reliquia verrà collocata nella chiesa di San Giovanni Battista nella città romagnola di Forlì. Anche quella sarà deposta nella pietra e collocata sotto vetro nella parte frontale così che, quando non ci sarà la copertura prevista nel corso delle cerimonie religiose, potrà essere immediatamente visibile. Nel frattempo, durante le ultime settimane, ci sono giunti analoghi inviti da un numero incredibile di comunità religiose che desiderano avere reliquie del beato martire Rolando Rivi. E non solo da quelle italiane. Una trentina di richieste, infatti, provengono da Paesi stranieri, e una addirittura viene dal lontanissimo Vietnam».

Luigi Vinceti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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