L'antimafia annuncia un giro di vite su appalti e politici
L'audizione della Commissione antimafia a Bologna. Per la presidente Rosy Bindi bisogna stringere le maglie sulle liste di candidati in vista delle regionali in Emilia-Romagna.
BOLOGNA. Si è riunita per la prima volta a Bologna la Commissione antimafia tenuta a Bologna, la presidente Rosy Bindi ha annunciato un vero e proprio giro di vite in politica attraverso controlli più stringenti sulle liste dei candidati per evitare il voto di scambio tra le cosche e gli amministratori emiliani. "La Commissione antimafia ha già offerto un codice alle forze politiche per la formazione delle liste" ha detto Bindi all'uscita dall'audizione tenuta in prefettura, durante la quale ha parlato insieme ai magistrati del radicamento delle mafie in Emilia. "Intendiamo rafforzare le regole di questo codice e renderle più vigorose soprattutto perché il Parlamento ha approvato il 416ter che colpisce il voto di scambio tra politica e mafia".
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Il proliferare di affari illegali da parte della 'ndrangheta a Reggio Emilia e della camorra a Modena, potranno essere arginati solo con un nuove norme. Per questo Bindi ha annunciato maglie più strette su appalti pubblici e privati, falso in bilancio e autoriciclaggio. Secondo la deputata del Pd "è necessario che il governo sblocchi presto questa situazione perché è urgente".
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Il governo, quindi, deve fare in fretta. Tra le novità ci sarebbe proprio il reato di autoriciclaggio. "Serve una legislazione più avvertita in materia di appalti e di reati finanziari. È davvero arrivato il tempo di introdurre il reato di autoriciclaggio» su cui «bisogna fare presto e soprattutto non bisogna annacquare le misure. È un tipo di reato - ha proseguito - che va colpito perchè sicuramente il ricorso al riciclaggio del denaro è una delle pratiche più diffuse da parte dei poteri criminali e con cui più facilmente entrano nell'economia legale».
In tempi di crisi, ha ricordato, il primo approccio è di «reciproca convenienza tra imprese e poteri criminali che si cercano a vicenda. C'è chi ha bisogno di riciclare e chi ha bisogno di denaro». In questo settore occorrerebbe maggior rigore: «Non vorremmo ci fosse la preoccupazione di essere troppo rigorosi, noi siamo preoccupati se lo siamo troppo poco - ha detto - e tutto il tempo che passa è tempo regalato alle organizzazioni criminali».
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Più potere di intercettare ai magistrati che fanno le indagini su reati come la corruzione, maggior rigore invece in fase di pubblicazione delle conversazioni. Sono gli altri temi affrontati dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, che ha parlato anche della riforma della legge sulle intercettazioni telefoniche. Per Bindi occorre infatti distinguere «tra il potere della magistratura e la fase di pubblicazione», una fase in cui «maggior rigore e una maggiore regolamentazione andrebbero introdotta». Ma «certamente non sarei per togliere i poteri alla magistratura di far le indagini». Per alcuni reati, ha proseguito, dicendo di pensare «soprattutto alla corruzione, gli strumenti per fare indagini devono essere rafforzati, se vogliamo combattere la mafia. Perchè non tutti i corrotti sono mafiosi, ma tutti i mafiosi sono corrotti e corruttori».
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