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Treni nuovi? Almeno tre anni di attesa

Treni nuovi? Almeno tre anni di attesa

La Regione ha appena aperto la gara d’appalto che vincola la ditta ad acquistare 80 convogli per 800 milioni di euro

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REGGIO EMILIA. I pendolari che penano sulla via crucis delle ferrovie reggiane dovranno aspettare almeno tre anni per salire su treni nuovi sperabilmente immuni dai guasti che spesso immobilizzano le vecchie motrici ancora in servizio, com'è avvenuto lunedì, primo giorno di scuola, sulla linea di Sassuolo. La Regione, infatti, ha appena aperto la gara per l'affidamento del servizio ferroviario regionale, che vincola la ditta vincitrice ad acquistare ottanta treni nuovi con una spesa di 800 milioni di euro. Occorreranno mesi per esaminare le offerte e aggiudicare il servizio. Dopo l'ordinativo passeranno almeno due anni prima che i nuovi convogli siano consegnati. Nel frattempo non potrà che intensificarsi il lavoro di Mafer, la ditta che cura la manutenzione del materiale rotabile.

L'azienda regionale Tper, che attualmente gestisce il servizio ferroviario, subisce in questa gara la sfida di due colossi, Trenitalia e Arriva, società privata inglese acquisita nel 2010 dal gruppo Deutsche Bahn. Il direttore generale Claudio Ferrari è molto assorbito dagli impegni che ne derivano, ma non è questo, a suo dire, il motivo della sua assenza all'incontro con gli amministratori reggiani di giovedì mattina: «Non sono stato invitato - afferma Ferrari - e la mia presenza non era prevista, trattandosi di una riunione tecnica. Tper vi ha partecipato con il direttore d'esercizio Paolo Paolillo e altre sei persone». Michele Vernaci, amministratore unico dell'Agenzia della mobilità, riferisce invece di avere indirizzato l'invito in primo luogo a Ferrari, ma quel che conta è che i rappresentanti di Tper in quella sede avevano pieno titolo per parlare a nome dell'azienda. Sono state proprio le loro risposte, insieme a quelle di Fer e Mafer, a lasciare insoddisfatti l'assessore Mirko Tutino, il sindaco di Scandiano Alessio Mammi e gli assessori di Casalgrande e Castellarano, soprattutto sul problema degli avvisi da dare ai passeggeri nei casi di ritardo o soppressione dei treni. «Sono d'accordo - ammette Ferrari - che si debba trovare una soluzione urgente, in attesa che, fra un anno, entri in funzione il sistema di controllo centralizzato. Mi accontenterei che Fer installasse un impianto di diffusione sonora nelle stazioni e nelle fermate più frequentate». Una proposta, a tale riguardo, la avanza Alberto Sgarbi, il docente del “Nobili” incaricato del collegamento fra la scuola e le aziende del trasporto pubblico: «Basterebbero meno di 500 euro per ogni stazione per montarvi un altoparlante collegato wi-fi e trasmettere da Reggio gli avvisi. Purtroppo si frappone la burocrazia, che esige infinite validazioni e dispositivi tecnici particolarmente costosi, soprattutto per il transito sui binari della Rete ferroviaria italiana».

Luciano Salsi

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