«Multa al bimbo, applicato il regolamento»
Seta torna sul caso della sanzione fatta al piccolo di 6 anni: «Il ricorso accettato per buonsenso»
REGGIO EMILIA. “Il buonsenso ha prevalso sul regolamento, ma resta confermata la correttezza dell’operato del personale di verifica e possiamo smentire i presunti atteggiamenti di scherno o irriguardosi nei confronti della signora e/o del nipote che sono citati nell’articolo». Così Seta a proposito dell’articolo pubblicato giovedì scorso sulla Gazzetta intitolato “Bimbo di 6 anni multato sul bus”. Secondo quanto riportato nell’articolo, il bambino che viaggiava con la nonna era stato multato in quanto il suo biglietto era scaduto da pochi minuti e, a detta della signora, la causa era da riportare al ritardo del treno. Il padre aveva poi fatto ricorso e la multa è stata annullata.
«Dal rapporto stilato dai due verificatori in servizio - entra nel merito la precisazione di Seta - emerge che l’episodio è avvenuto venerdì 12-09-2014 sul bus 1657 in servizio sulla linea 5G direzione Rivalta, alle ore 10.48. La coppia di verificatori era già presente sul bus prima che vi salissero la signora con il nipotino. Appena saliti a bordo, come da prassi, i verificatori hanno chiesto all’autista se il bus fosse in ritardo rispetto alla tabella di marcia (risposta negativa), ed hanno verificato che le apparecchiature di bigliettazione funzionassero regolarmente. I due verificatori hanno quindi avviato la propria attività ispettiva: dopo aver verificato i biglietti di alcuni passeggeri (sanzionandone un paio perché non in regola), sono giunti in fondo al bus dove erano seduti la signora ed il bambino. La signora forniva per sé un regolare e valido abbonamento personale, ma per il bambino esibiva un biglietto multicorsa scaduto da più di 10 minuti. Da un breve confronto tra i due addetti alla verifica sull’effettivo orario di timbratura (e quindi sulla validità oraria del biglietto) emergeva che effettivamente il bambino risultava passibile di sanzione. A questo punto la signora ha apostrofato i verificatori chiedendo loro di “chiudere un occhio, tanto siamo sempre noi italiani a pagare mentre gli extracomunitari fanno quello che vogliono e voi non fate loro mai nulla". Ovviamente questa richiesta non poteva essere accolta, anche perché a bordo, lo ripetiamo, erano presenti altri utenti già sanzionati». «Con la massima educazione possibile - prosegue Seta - i verificatori hanno cercato di spiegare alla signora che, senza in alcun modo dubitare della sua buona fede e della sua onestà, in qualità di incaricati di pubblico servizio non potevano certo transigere al regolamento, per rispetto del proprio ruolo e delle altre persone a bordo. Il giorno successivo il figlio della signora ha presentato ricorso presso i nostri uffici di via del Chionso, ed ha anche chiesto un incontro personale con i nostri funzionari, ottenuto il giorno 16 settembre. Dopo aver ascoltato le sue ragioni è stato deciso di accogliere la sua istanza ed annullare il verbale emesso a carico del minore, ritenendo fondate ed in buona fede le giustificazioni addotte». «L’attività di controllo - così si conclude la nota - non ha come obiettivo quello di “sparare nel mucchio” o accanirsi contro i più deboli, ma solo di far rispettare le normali regole esistenti a beneficio dell’utenza, dell’azienda e della collettività».
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