L’agricoltura deve tornare al centro dell’economia
CASTELNOVO MONTI. Ha visto un’alta partecipazione ed è ruotata attorno a progetti importanti sul tentativo di recuperare i terreni lasciati incolti ormai da anni, la serata in municipio dal titolo...
CASTELNOVO MONTI. Ha visto un’alta partecipazione ed è ruotata attorno a progetti importanti sul tentativo di recuperare i terreni lasciati incolti ormai da anni, la serata in municipio dal titolo “Dar valore alla terra: ritorno al futuro”, in cui è stata presa in esame l’interessante legge adottata dalla Regione Toscana per il censimento dei terreni lasciati incolti in Appennino, sia privati che pubblici.
Molto importante è stata, in tal senso, la testimonianza di Loris Rossetti, consigliere e presidente della commissione regionale agricoltura, che ha seguito l’iter di approvazione della legge in Toscana.
Il consigliere regionale Marco Barbieri e il presidente del Parco nazionale Fausto Giovanelli hanno esaminato le possibilità di proporre iniziative simili in Emilia Romagna, ma si è parlato anche del grave dissesto idrogeologico provocato dall’abbandono delle terre con il direttore del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale Domenico Turazza.
Le principali difficoltà per il censimento e la riassegnazione dei terreni incolti, si è capito, sono rappresentate in particolare dagli aspetti burocratici: tutti i relatori hanno evidenziato che ci sono terreni ormai abbandonati da anni di cui è difficilissimo ricomporre la proprietà, e che ormai sarebbero formalmente suddivisi tra decine di proprietari.
Data la legislazione attuale, inoltre, la ricomposizione dovrebbe passare attraverso costosi rogiti, e a volte è anche impossibile rintracciare i proprietari.
Dai coltivatori, amministratori dell’Appennino, rappresentanti delle associazioni di categoria agricole presenti in sala è stata avanzata la richiesta di adottare iniziative per valorizzare di più, anche economicamente, i prodotti della montagna, perché soltanto in questo modo sarà possibile dare la possibilità di creare reddito per sè e per il territorio.
Segnali positivi nel settore agricolo regionale e appenninico, tuttavia, non mancano: l’aumento degli iscritti sia negli istituti superiori agrari che nelle facoltà universitarie e la riscoperta dell’agricoltura come elemento fortemente culturale da parte dei giovani fanno sperare al meglio. (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google