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Sabbia non pagata: nuovi guai per Silipo

Sabbia non pagata: nuovi guai per Silipo

L’imprenditore edile è accusato di insolvenza fraudolenta. La ditta Bacchi si è costituita parte civile

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REGGIO EMILIA. Come si è scoperto ieri in tribunale, i problemi giudiziari per il 44enne Antonio Silipo si stanno appesantendo: nel mirino di due delicate inchieste (oltre ai guai per usura ed estorsione, è finito anche nella maxi indagine sulle false fatturazioni) che l’hanno portato in carcere, ora l’imprenditore edile d’origine cutrese è sotto processo per insolvenza fraudolenta.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, con l’azienda di cui era il titolare (la Trasporti, risorse e scavi srl, con sede legale a Reggio e sede operativa a Cadelbosco) Silipo avrebbe comprato sabbia – a Boretto – dalla Bacchi spa, senza pagarla. Forniture di sabbia che vanno dalla fine del 2006 ad agosto 2008 — saldando alcune fatture relative al 2007 — per un debito complessivo di 85mila euro. La ditta borettese si è costituita parte civile con l’allora legale rappresentante Aladino Bacchi, rappresenttao in aula dall’avvocatessa Maria Elena Benassi.

L’imprenditore edile – che è difeso dall’avvocato Giovanni Tarquini – non nega quel debito non indifferente, semplicemente sostiene di non aver potuto pagare la sabbia acquistata perché a sua volta non gli era stata pagata da coloro a cui l’aveva rivenduta. L’azienda è poi fallita nel 2010.

Ieri sono stati sentiti dal giudice Cristina Beretti un dipendente della Bacchi, che ha confermato la presenza del debito, indicando le fatture pagate e quelle non pagate. Sempre il testimone ha poi specificato che il rapporto tra Silipo e la Bacchi era consolidato da anni. È stato sentito anche il fratello dell’imputato, Luigi Silipo, che ha detto di aver ‘utilizzato’ l’azienda di suo fratello per lavorare, consapevole del fatto che era gravata da debiti che avevano comunque intenzione di saldare non appena avessero ricevuto i pagamenti dai loro creditori (fra cui quelli a cui avevano venduto la sabbia “incriminata”). Invece i pagamenti non sono arrivati e l’azienda è fallita, lasciando il maxi debito. Il processo è stato rinviato al 4 novembre, quando ci sarà la discussione e la sentenza, ma non è escluso che testimonierà lo stesso Silipo. Per due volte questa vicenda era stata spinta verso l’archiviazione dalla procura, a cui si era sempre opposta la ditta Bacchi e in entrambi i casi il gip Giovanni Ghini aveva ritenuto gli atti meritevoli di approfondimento.

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