Unione dei Comuni, ecco le proposte del Pd di Castelnovo
CASTELNOVO MONTI. Nella sua ultima seduta il coordinamento del Partito Democratico per la zona dell’Appennino ha approvato un documento programmatico che «rappresenta – spiega il coordinatore...
CASTELNOVO MONTI. Nella sua ultima seduta il coordinamento del Partito Democratico per la zona dell’Appennino ha approvato un documento programmatico che «rappresenta – spiega il coordinatore Valerio Fioravanti – la proposta dei circoli della montagna per l’avvio dell’Unione Comuni Appennino, che sarà sancita con l’elezione del nuovo presidente, eletto dai sindaci e dai consiglieri definiti dall’ultima tornata elettorale».
L’elezione avverrà nei prossimi giorni, ma sembra già sicuro che sarà il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, il prossimo presidente dell’Unione, indicato all’unanimità dagli altri primi cittadini.
«Il documento – prosegue Fioravanti – nasce da un confronto tra tutti i circoli e gli amministratori iniziato a luglio e concluso pochi giorni fa. Vuole essere un contributo a questa fase iniziale e fondativa del nuovo ente montano».
Tra i temi affrontati nel documento: organizzazione e funzioni dell’Unione; innovazione nei servizi alla persona, scuola e territorio; sviluppo del territorio; lavoro per i giovani; l’Appennino connesso al mondo attraverso la rete telematica; viabilità e infrastrutture; piano contro il dissesto idrogeologico; coinvolgimento di imprese e proprietari per una cura continua del territorio; istituzione di aree protette e parchi naturali; gestione dei rifiuti come fattore di qualità del territorio; economia delle risorse ambientali; area produttiva ecologicamente attrezzata di Fora di Cavola; valorizzazione del paesaggio, dei prodotti, dei luoghi; riduzione del consumo dei suoli e qualità dell’edilizia; offerta turistica e commerciale. Conclude Fioravanti: «Auspichiamo che il documento possa costituire un riferimento utile per l’avvio dell’Unione. Sui contenuti organizzeremo poi un confronto tra il candidato presidente e i candidati al consiglio regionale per la Regione Emilia Romagna».
Nella parte introduttiva del documento si legge: «L’Appennino alla storica perdita di popolazione e risorse umane vede ora sommarsi gli effetti congiunti della pluriennale crisi italiana: cioè stagnazione economica e pesante, permanente restrizione dei margini di utilizzo della spesa pubblica come volano della crescita e dell’occupazione. Centrali per il futuro saranno dunque l’impresa e l’innovazione». «Su questo – conclude – sia in termini economici che culturali e valoriali, si devono impegnare prioritariamente le politiche e le risorse pubbliche disponibili, per allontanare il rischio di diventare un territorio di servizi senza economia. Sono quesste le direttrici su cui dovrà impegnarsi la nuova Unione, che nasce come interprete istituzionale del più generale urgente bisogno di riforma e innovazione economica sociale e politica». (l.t.)
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