Ex Reggiane, le fototessere diventano street-art
Il progetto del Collettivo FX "trasforma" i volti di tanti ex lavoratori in un collage di voltì
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REGGIO EMILIA. Gli artisti di strada (o writers, o come volete chiamarli: a loro le definizioni importano poco) hanno di fatto "colonizzato" le ex Reggiane da quando sono dismesse. In quei capannoni abbandonati, tra vetri e calcinacci, sui tetti e sulle pareti interne ed esterne, a decine si sono alternati per ridare vita a quel luogo. Questa, però, è una piccola storia speciale, che loro stessi raccontano così.
"Qualche tempo fa, tramite un amico, ci è arrivata una scatola proveniente delle ex-officine reggiane con allegata una frase: "so che la saprete sfruttare". La scatola conteneva decine di fototessere di ex-lavoratori, senza nome o con nomi illegibili.
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Non avevamo voglia di buttarla sulla nostalgia (magari sottolineando come quella scatola contenesse una storia finita, in abbandono, distrutta) ma abbiamo preferito essere produttivi ricavando da quelle fototessere dei quadri e dando a quei volti anonimi un nome legato alle reggiane di oggi (nomi "d'arte" di writer e degli Street artist che negli ultimi tre anni hanno prodotto centinai di pezzi lì alle reggiane).
P.S. non riteniamo questa scatola di nostra proprietà, ma siamo i custodi temporanei fino all'apertura del museo delle reggiane previsto nel padiglione 19, di fianco al Tecnopolo".
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