Gazzetta di Reggio

Reggio

Giovani, a Reggio uno su quattro oggi è disoccupato

di Evaristo Sparvieri

Il 20% dei trentenni che vivono nella nostra provincia è “inattivo”, cioè si è messo fuori dal mercato del lavoro

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REGGIO EMILIA. Un giovane su quattro senza un impiego, all’interno di un quadro provinciale che complessivamente conta circa centomila persone inattive sul fronte del lavoro. Mentre a livello nazionale tiene banco la querelle tra governo e sindacati su articolo 18 e rappresentatività dei precari, è questo il quadro tratteggiato dall’ultimo rilevamento Istat sulla situazione occupazionale nella nostra provincia, con dati allarmanti soprattutto fra i giovanissimi. Nel 2013, secondo l’Istituto nazionale di statistica, nel Reggiano i disoccupati totali erano circa 26mila, pari al 5,9%: una percentuale tra le migliori in regione, sebbene per numero di disoccupati in termini assoluti la nostra provincia sia seconda solo a Bologna, dove l’esercito dei senza lavoro l’anno scorso ha sfondato il muro dei 41mila disoccupati. Cifre che diventano più preoccupanti quando nella rilevazione vengono selezionati i disoccupati che rientrano nella fascia più giovane, quella compresa tra i 15 e i 24 anni. Ad agosto, in Italia, il tasso è stato pari al 44,2%. Qui a Reggio, invece, nel 2013 il dato è stato decisamente più basso, pari al 26,3%, segnando comunque la percentuale più alta degli ultimi dieci anni, secondo un trend negativo avviato almeno dal 2007, quando il tasso di disoccupazione tra i giovanissimi era solo del 3,4%.

Ma non solo il dramma della disoccupazione nella nostra provincia, dove c’è anche un esercito di circa 100mila persone “inattive”, comprese tra i 15 e i 64 anni. È con questo termine che, a partire dal 2011, dall’Istat indicano una potenziale forza lavoro composta da persone che non cercano un impiego ma che sono disponibili a lavorare e da quanti cercano lavoro non attivamente. Una definizione che include anche gli studenti, i quali devono ancora entrare nel mercato del lavoro. Ma anche, e soprattutto, gli “scoraggiati”, che di fronte alla crisi economica sono ai margini. A livello percentuale, nella nostra provincia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni nel 2013 erano circa 100mila, pari al 44,4%. A livello percentuale, nelle generazioni tra i 15 e i 24 - quella che conta anche il maggior numero di studenti- si sale al 72,7%. Ma a denotare le difficoltà dei giovani ad entrare nel mercato del lavoro, sono soprattuto i dati di inattività relativi alle fasce d’età tra i 18 e i 29 anni e tra i 25 e i 34 anni. Nel primo caso, infatti, la percentuale di inattivi è stata pari al 42,6%, segnando un leggero calo rispetto al 2011 (45,2%) e al 2012 (43,7%). Nel secondo caso, invece, proprio alla nostra provincia il triste primato del tasso più alto in regione: 20,4%, rispetto ad una media nazionale del 26,9%. Meglio di noi, praticamente tutte le altre province emiliano-romagnole, a cominciare da Ravenna (11,5%), Bologna (12,3%), Forlì-Cesena (13,5%) e Modena (13,7%).

@evarspar

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