Insulti a Schifani, chiesto rinvio a giudizio
Due giovani devono rispondere delle contestazioni all’allora presidente del Senato, il 7 gennaio 2010
REGGIO EMILIA. Vennero fermati il 7 gennaio del 2010, durante le celebrazioni per il Tricolore davanti al teatro Ariosto: in quel momento a passare era l’ospite d’onore, l’allora presidente del Senato Renato Schifani e loro lo stava contestando. Adesso, per un 24enne e una 25enne c’è una richiesta di rinvio a giudizio. Dovranno rispondere del reato di ingiurie. Per aver offeso i carabinieri.
Il 7 gennaio di quasi cinque anni fa fu uno degli ultimi tradizionali appuntamenti a caratterizzarsi da forte partecipazione e qualche tensione: in piazza era sceso anche Beppe Grillo, deciso a chiedere alla seconda carica dello Stato che fine avesse fatto la loro proposta di legge per un parlamento pulito sottoscritta da 350mila cittadini. Ma non c’erano solo i “grillini” a presidiare la manifestazione.
C’erano anche i ragazzi di Aq 16 e dei centri sociali. Quell’anno mobilitati in favore dei morti in carcere Stefano Cucchi, Albo Bianzino e dei detenuti suicidi.
La loro protesta, però, era stata tenuta lontana dal cuore delle celebrazione grazie a un nutrito cordone di agenti.
Solo alla fine, quando ormai la festa ufficiale, come vuole la tradizione, si stava spostando al teatro Ariosto per la conclusione tre giovani, reduci dal corteo dei centri sociali, si erano trovati vicini come prima non era successo al passaggio di Schifani.
E verso il presidente del Senato erano volati fischi e contestazioni.
Subito, però, erano stati bloccati dalle forze dell’ordine, che avevano chiesto loro di esibire i documenti.
Oggi, quasi cinque anni dopo, per i maggiorenni è scattata la richiesta di rinvio giudizio. La terza giovane, al tempo minorenne, se l’è cavata con il “perdono” davanti al tribunale per i minorenni.
Al 24enne e alle 25enne, però, non vengono contestate le parole rivolte a Schifani. Bensì, cori ingiuriosi che secondo quanto concluso dalle indagini avrebbero rivolto ai carabinieri che li avevano fermati.
L’udienza è fissata per il 21 gennaio prossimo. Difesi dall’avvocato Vainer Burani, avranno modo di dire la loro su come andarono i fatti il 7 gennaio di, ormai, cinque anni fa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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