«Le slot attirano i ladri, ma i bar non ce la farebbero senza»
La denuncia di Scillia (Confesercenti): «I cittadini non sempre lanciano l’allarme quando sentono i furti»
REGGIO EMILIA. Quello compiuto in via Bianchi è un furto da professionisti, ma la minaccia non viene soltanto dai virtuosi dello scasso. «Da qualche tempo - riferisce Giacomo Scillia di Confesercenti - assistiamo ad una recrudescenza degli assalti ai bar, spesso commessi da balordi. Ormai si fa fatica a tracciare una linea di demarcazione fra il ladro e il teppista, poichè la crisi economica ha drammaticamente allargato la fascia dell'emarginazione sociale».
Fra i tanti episodi viene citata la spaccata di due vetrine avvenuta una decina di notti fa in via Emilia San Pietro. Forse un atto di puro vandalismo, poichè le slot machine non vennero asportate. Le conseguenze, però, furono altrettanto pesanti. «I baristi - spiega Scillia - hanno imparato a svuotare spesso le macchinette. Tuttavia i malintenzionati s'accontentano di rubare cifre modeste provocando in ogni caso danni per migliaia di euro». Molti, ormai, si rassegnano a subire, mancando difese e deterrenti efficaci. «Non accuso - dice Scillia - le forze dell'ordine, che fanno quello che possono con gli scarsi mezzi a loro disposizione. Mi meraviglio invece del fatto che i cittadini non sempre diano l'allarme, sentendo in piena notte il rumore dello scasso. La cosa più grave è che mancano gli strumenti legislativi per assicurare i delinquenti alla giustizia. Le stesse persone vengono arrestate e scarcerate due o tre volte in un anno per lo stesso tipo di reato».
Viene il dubbio che le slot machine siano un bottino così ambito da rendere poco conveniente il tenerle all'interno dei bar. «I danni provocati dai furti - obietta Scillia - sono ingenti. Tuttavia l'85% degli esercenti ha le macchinette e non potrebbe farne a meno. Il loro introito serve almeno a coprire le spese dell'affitto. In qualche caso rappresenta il 20-25% del fatturato».
C'è speranza, in queste condizioni, di combattere efficacemente la ludopatia, contro la quale la regione Emilia-Romagna, seconda in Italia, ha approvato l'anno scorso una legge su iniziativa del consigliere Pd Beppe Pagani? Scillia è scettico. «E' il governo - afferma - che incoraggia forsennatamente il gioco d'azzardo, ricavandone più di dieci miliardi all'anno. Su 90 miliardi incassati il 70% va alle vincite, il 4% ai concessionari e solo il 4% agli esercenti. I gestori non sono responsabili della dipendenza patologica dal gioco d'azzardo. Per loro rinunciare alle slot machine significa non riuscire più a tirare avanti». (l.s.)
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