Gazzetta di Reggio

Reggio

FISCO

Stangata per Tiziano Motti, salasso da 400mila euro

Stangata per Tiziano Motti, salasso da 400mila euro

Contestati gli importi delle imposte dirette e dell’Iva per agli anni 2007-2011. La commissione tributaria respinge in buona parte il ricorso della Uninvest

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA La Commissione tributaria provinciale boccia in buona parte il ricorso presentato da Uninvest, gruppo specializzato nella vendita pubblicitaria controllato dall’ex parlamentare europeo Tiziano Motti e dalla moglie Stefania Bigliardi. La pendenza riguardava due avvisi di accertamento, rivelati da Telereggio, emessi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La sentenza pronunciata il 12 giugno 2014 comporterà il pagamento da parte Motti di un importo superiore a 400mila euro, salvo un possibile ricorso in appello. Il gruppo pubblicitario dell’editore reggiano aveva già messo in conto una possibile passività: la Uninvest aveva accantonato infatti 450mila euro in un apposito fondo dopo la verifica fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate avvenuta nel 2012 e relativa agli esercizio 2007-2011.

Da questa era derivato un processo verbale di contestazione dal quale sono emersi alcuni rilievi a carico della società in relazione alle imposte dirette e all’Iva. Dopo aver ricevuto la contestazione, la finanziaria del gruppo, Uninvest Holding (proprietaria della sede di via Guicciardini) ha presentato nell’aprile 2013 il ricorso in commissione insieme alla Gruppo Unica spa, braccio operativo e concessionaria di pubblicità, interamente controllata da Univest. I giudici hanno negato la deducibilità di alcune voci di costo e indicava in 466mila euro il maggior reddito da computare ai fini del calcolo di Ires, Irap e Iva dovute.

Le società controllate dalla famiglia Motti hanno lamentato una erronea determinazione delle basi imponibili da parte dell’erario. Ma la Commissione tributaria ha dato ragione all’Agenzia delle Entrate quasi su tutta la linea, respingendo il ricorso di Motti per Ires e Irap e accogliendolo solo per la parte meno sostanziosa, quella relativa alla detrazione dell’Iva. Un’altra grana per Motti, recentemente rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato in relazione a 732mila euro di contributi pubblici per l’editoria che la cooperativa ‘Nuova stampa’ avrebbe percepito senza averne diritto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google