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Tornate in chiesa le tele rovinate dal rogo

Tornate in chiesa le tele rovinate dal rogo

Brescello: i quadri restaurati esposti in Santa Maria Nascente, quattro anni dopo l’incendio

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BRESCELLO. Dieci quadri (quasi tutti olio su tela) tornano a nuova vita dopo essere stati danneggiati dall’incendio della chiesa del 2010, e potranno essere ammirati fino a domenica proprio nella chiesa di Santa Maria Nascente dalle 8 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.

La mostra, fortemente voluta da don Evandro Gherardi, è stata inaugurata sabato prima della processione con il Cristo “parlante” e ha già riscosso un grande successo tra i brescellesi, desiderosi di rivedere i quadri che vennero anneriti in seguito all’incendio del 5 aprile di quattro anni fa.

Si tratta di “Ecce homo” di Zatti, risalente al 1838; “Natività di Maria Vergine” di Antonio Gualdi del 19esimo secolo; “Invenzione del corpo di San Genesio” di Zatti, realizzato nel 1844; “Cristo risorto coi santi Genesio e Mauro” sempre di Zatti, eseguito nel 1838 per la cappella del Comune di Brescello; “Vergine delle Grazie con Bambino e i santi Luigi Gonzaga e Bernardino da Siena”, del 1848 anch’esso di Zatti; “Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e San Lorenzo”, del 1625 di Marcantonio Mainardi detto il Chiaveghino; “San Biagio, San Francesco di Salese San Giovanni della Croce”, di Zatti del 1852; “Madonna con Gesù bambino in gloria, San Pietro, San Paolo e Sant’Antonio Abate intercedente la Madonna per un’anima purgante”, di Domenico Muzzi del 1785; “Cristo risorto coi santi Francesco di Sales, Biagio e Giovanni della Croce” di Giuseppe Peroni, del 1755; e infine “Madonna del Carmine venerata dai santi Leonardo, Carlo Borromeo, Federico e Luigi Gonzaga” di Zatti risalente al 1871. Il restauro è stato eseguito dal laboratorio di Giancarlo Prampolini e Stefania Gavioli, che ha eseguito importanti lavori nel duomo, nella basilica della Ghiara e nel teatro Ariosto a Reggio, e in provincia a Fosdondo, Casalgrande, Marola, Correggio, Budrio.

Restano in attesa di restauro il prezioso olio su tavola “Cristo portato al sepolcro”, attribuito a Lelio Orsi, in mediocre stato di conservazione con tarlature e cadute di colore; l’olio su tela “Crocefissione” di Anonimo lombardo (16esimo secolo), con cadute di colore e strappi; l’olio su tela “Adorazione dei pastori” del 18esimo secolo, in cattivo stato di conservazione e infine la preziosa e rarissima statua lignea policroma di San Genesio, di autore anonimo, del 13esimo secolo. (a.v.)

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