Bimbo morto per sospetta meningite, 5 medici sotto inchiesta
Il pubblico ministero Pantani indaga per omicidio colposo e ha disposto l’autopsia. Al Santa Maria Nuova blitz anche dei Nas
SCANDIANO (REGGIO EMILIA). Sulla morte del bimbo di otto mesi per probabile meningite batterica si sono incrociati – ieri – gli accertamenti investigativi che hanno “corso” addirittura su due binari differenti, con ovviamente l’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio (dove è deceduto il piccolo scandianese) come approdo degli inquirenti. In primis tante le “mosse” del sostituto procuratore Maria Rita Pantani che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
In procura non sarebbe giunto nessun esposto da parte dei familiari e il sostituto procuratore di turno si sarebbe attivato attingendo la “notitia criminis” dai giornali. Il magistrato ha bloccato il riscontro diagnostico già predisposto dall’ospedale (martedì pomeriggio verrà eseguita l’autopsia e la procura ha nominato un medico legale di Ferrara). Come atto dovuto – dando così la possibilità di poter nominare propri consulenti che seguano l’autopsia stessa – risultano indagati 5 medici: la pediatra di famiglia (che fa capo all’Ausl) e tre dottori del Santa Maria Nuova (uno del pronto soccorso, un altro del pronto soccorso pediatrico e due della rianimazione).
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Sempre il pm Pantani ha sequestrato le cartelle cliniche riferibili al bimbo morto, inoltre sono in corso gli accertamenti per capire quali vaccinazioni siano state fatte al piccolo. Il tipo di batterio che potrebbe aver colpito il bimbo è il meningococco (che a sua volta si suddivide in quattro sottofamiglie), ma al momento non si può escludere altri due batteri (cioè emofilo e pneumococco). Per quest’ultimi due ci si vaccina nei primi tre mesi di vita, per il meningococco la vaccinazione è raccomandata a 15 mesi.
L’ospedale Santa Maria Nuova e Ausl attendono l’esito delle indagini, ritenendo comunque d’aver fatto tutto il possibile lunedì scorso per salvare il piccolo, tramite una vera e propria task force medica che però ha dovuto arrendersi contro “il repentino aggravarsi dei sintomi e la gravità della patologia”. Sempre ieri sono piombati nell’ospedale di Reggio i carabinieri del Nas: si tratterebbe di un’azione autonoma, non connessa al momento con l’inchiesta del pm Pantani, spinta bensì dal clamore della notizia. Comunque sia, per due ore i militari sono rimasti in ospedale, chiedendo – in copia – diversa documentazione clinica riguardante il decesso.
Non è ancora chiaro se quanto verrà accertato in questi giorni dai Nas confluirà poi o meno nell’inchiesta avviata dalla procura territorialmente competente, cioè quella di Reggio. Vista la decisione di chi indaga d’effettuare l’autopsia, naturalmente restano bloccati – perlomeno sino a martedì prossimo – i funerali.
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