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BRESCELLO

C'è un'indagine sul furgone di Coffrini

Enrico Lorenzo Tidona
C'è un'indagine sul furgone di Coffrini

Faro dell'Arma di Reggio su chi ha commissionato e pagato il camion. Spuntano nove "benefattori" tesserati con la Pro Loco

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BRESCELLO (REGGIO EMILIA). Nove brescellesi, membri della Pro loco, sborseranno i 250 euro da versare alla Pool 94, ditta che ha posizionato il camion-vela con l’immagine del sindaco Marcello Coffrini in piazza durante la manifestazione a sostegno del sindaco, avvenuta lunedì scorso. Nove nomi che sono spuntati ieri in paese dopo giorni di mistero su chi, effettivamente, avesse preso l’iniziativa. È probabile che la lista venga trasmessa ai Carabinieri di Reggio Emilia.

La novità, infatti, secondo quanto si apprende, è che l’Arma ha acceso un faro sulla vicenda per capire chi ha commissionato il camion-vela, se ci sia stato un coinvolgimento diretto della Pro loco - come emerso da diverse voci in paese - e chi, infine, doveva saldare il conto. L’iniziativa investigativa è stata correttamente comunicata al procuratore capo Giorgio Grandinetti, che ora attende l’esito di tali accertamenti. In questa indagine ci potremmo trovare di fronte ad una fase pre penale, oppure ad una violazione amministrativa, ma anche a comportamenti del tutto leciti. Il quadro, al momento, resta aperto.

I nove “benefattori” sono Mauro Savio, Addo Boni, Sante Benicchi, Germano Lanzi, Angelo Bianchi, Oscar Bergamo, Stefano Artoni, Enzo Dazi e Ettore Cagna. «Siamo tutti tesserati della Pro loco di Brescello ma la Pro loco non c’entra nulla con questa storia del furgone» mette le mani avanti Mauro Savio. Anche Ettore Cagna, affermato imprenditore ortofrutticolo, ci tiene a fare dei distinguo, per non lasciare nulla al caso in una situazione ingarbugliata, sulla quale hanno messo mano ora gli investigatori dell’Arma. «Non c’è nessun mistero su chi ha pagato il furgone - dichiara Cagna - Sono stato io insieme ad altri otto concittadini. Siamo in attesa delle ricevute da parte della ditta, alla quale comunicheremo i nostri codici fiscali. Siamo membri della Pro loco, è vero, ma la Pro loco non ha fatto nulla. Abbiamo raccolto i soldi tra privati con una colletta. Io ho messo 30 euro, c’è chi ne ha messi meno e chi qualcosa di più. Oggi (ieri, ndr) c’è stato chiesto di comunicare i nostri nomi alla ditta che poi emetterà delle ricevute. Punto e basta».

L’operazione di marketing, infatti, ha scatenato diverse polemiche: impossibile non notare la gigantografia del sindaco con affianco la scritta “Brescello contro tutte le mafie - Con Marcello”. Il cartellone ha destato la curiosità di molti, anche degli uomini dell’Arma, che hanno dato il via all’investigazione attraverso la quale identificare gli autori dell’iniziativa pubblicitaria e l’eventuale coinvolgimento dell’associazione locale, che conta come unico scopo la promozione e lo sviluppo del territorio. Nel tardo pomeriggio di martedì, anche l’agenzia di pubblicità Pool 94 di Castellarano si era chiusa nel riserbo. «Chi mi ha commissionato il lavoro – aveva spiegato Daniele Guidetti, responsabile della società con sede in via Corbella a Tressano – mi ha detto di stare zitto e di non dire niente a nessuno».

Parole lapidarie, che hanno probabilmente allertato anche i carabinieri, decisi a far mettere tutte le carte in tavola ai diversi protagonisti di questa intricata vicenda. A infittire il mistero, fino a ieri, era stata proprio la difficoltà a reperire i nomi dei benefattori. Nessuno dei brescellesi presenti in piazza lunedì scorso aveva la ben che minima intenzione di svelare l’arcano. Altri, invece, ignoravano letteralmente di chi fosse stata l’iniziativa. Con il passare dei giorni alcuni brescellesi avevano ventilato il nome dello stesso Coffrini, che si è rivelato poi essere un buco nell’acqua. Il furgone utilizzato di solito per le campagne elettorali apparso in piazza Matteotti ha scatenato un coro di voci che fatica ancora oggi a placarsi.

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