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Libri elettronici bocciati dal Pd

Libri elettronici bocciati dal Pd

I 5 Stelle proponevano di adottarli per far risparmiare le famiglie

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SCANDIANO. I libri elettronici surriscaldano il consiglio comunale. Martedì, durante la seduta consiliare, i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Massimo Bassi e Roberto Sansiveri, hanno proposto di adottare nelle scuole locali testi in formato e-book, cioè libri digitali: un tema particolarmente caro al Movimento. La mozione non è passata, per i voti contrari del Pd, dopo una discussione piuttosto accesa. Una scelta che i due consiglieri 5 Stelle scandianesi definiscono «inspiegabile».

«La nostra proposta impegnava la giunta a favorire progetti scolastici di utilizzo di testi in formato digitale, non solo per dare impulso a una tendenza orientata verso il futuro, ma anche per alleggerire i costi delle famiglie e alleggerire gli zaini degli studenti», ricordano i 5 Stelle. Che poi bollano come «assurde» le obiezioni dei consiglieri del Pd e dell’assessore Alberto Pighini. Fra queste, sostengono, l’affermazione «che nelle scuole c'è anche un problema di prese di corrente: un'obiezione che può nascere solo dalla totale inconsapevolezza del fatto che oggi la tecnologia prevede, per i supporti digitali, batterie con un'autonomia di diversi giorni e batterie usb ausiliarie», sostengono Bassi e Sansiveri.

Nemmeno la questione economia, a loro dire, è valida: «Se guardiamo agli esempi di istituti scolastici che hanno avviato con successo un percorso di adozione del tablet in classe, troviamo la dimostrazione del contrario di quanto voluto obiettare».

L’assessore Pighini replica precisando «di non aver mai parlato del problema-prese. Se si vuole, la registrazione del consiglio permette di vedere che è così. In più, non è vero che mi sono opposto, io ho portato una riflessione sul tema. Fra l’altro, come assessore, neppure le posso votare, le mozioni».

«Io – aggiunge – ho fatto un discorso più ampio, precisando che comunque parlerò del tema nell’incontro con i dirigenti scolastici locali, per capire il loro parere». I punti critici, per l’assessore, sono la non competenza del Comune su questa scelta e il reale risparmio per le famiglie. «Gli enti locali non possono decidere i libri di testo da adottare. Queste competenze rimangono interamente in capo al ministero dell’Istruzione e, per suo tramite, al corpo docente e al dirigente scolastico». Il Comune «non garantisce nemmeno fondi alle scuole per i libri. I contributi erogati dall’amministrazione riguardano esclusivamente le spese di funzionamento delle strutture scolastiche e il pagamento delle utenze per gli edifici». In più, per Pighini è discutibile che i libri elettronici portino un risparmio: «Sto seguendo con attenzione esperienze simili vicino a noi, e il tablet non è sufficiente. Specialmente per i compiti a casa, i libri cartacei sono ancora necessari, e quindi invece di un risparmio si accresce la spesa, perché servono entrambe le versioni». (adr.ar.)

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