San Martino in Rio, ecco la classe senza la lavagna
I genitori degli alunni della quarta B della de’ Amicis: «Possibile che da tre settimane non si trovi nessuno che venga a montarla?»
SAN MARTINO IN RIO. Una classe senza lavagna? Nessun nuovo metodo d’insegnamento sperimentale, solo una piccola odissea che si sta protraendo da tre settimane perché l’addetto incaricato per il montaggio della lavagna in una classe elementare della scuola primaria De Amicis di via Manicardi, a San Martino in Rio, ora sta svolgendo altre mansioni. E’ così che alcune mamme della quarta B , sottolineando le sfumature “tragicomiche” del fatto, hanno deciso di scrivere alla Gazzetta per aiutare le maestre elementari a svolgere al meglio il loro lavoro.
«Quest’anno – raccontano – i nostri bimbi sono stati accolti, nel loro primo giorno di scuola di quarta elementare, da una “bella” sorpresa: l’assenza della lavagna. Il muro alle spalle dell’insegnante è ornato dai fori dei tasselli che una volta sostenevano “l’inutile orpello”, ma dello strumento di scrittura fornito alle insegnanti per esercitare la loro professione, nessuna traccia».
Tra l’imbarazzo generale, le mamme spiegano che «Comune e direzione didattica sono a conoscenza del problema e si sarebbero attivati in tempi brevi per farvi fronte ma, tre settimane dopo l’inizio delle lezioni, la lavagna ancora non ha fatto il proprio ingresso in aula».
Per questo «alcune di noi hanno voluto far sentire la propria voce e sostenere i solleciti delle insegnanti ed esprimere solidarietà nei confronti di chi si trova menomato nello svolgimento di un lavoro tanto delicato quanto importante ed essere coinvolta in questa finora sterile richiesta di intervento».
«La persona interpellata in Comune, nel pieno imbarazzo, si è scusata per la lacuna – dicono ancora le mamme – e ha spiegato che la squadra di operai deputata allo spostamento della lavagna tra le aule è stata impiegata dall’amministrazione comunale per alcuni compiti improrogabili al cimitero. Nelle tre settimane di scuola finora trascorse, però, nessuno è stato in grado di mettere alcuni operai a disposizione della scuola per il montaggio della lavagna».
Eppure, si chiedono, «quanto può costare, in termini temporali, sollevare e spostare un lavagna tra stanze del medesimo istituto, e montarla sui propri supporti, in fori già esistenti?». E, infine, concludono: «Le nostre richieste di intervento, nel migliore dei casi, riceveranno per risposta un sorriso tirato. Ma pare doveroso e civile far sentire la nostra voce, per dimostrare che ci siamo, che ci interessa e che le maestre, stavolta, non protestino da sole».
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