Violenza sessuale il 32enne confessa e viene condannato
REGGIO EMILIA. Ha confessato ieri in aula, pur facendo qualche distinguo, il marocchino 32enne Boujemaa Es Sahly accusato di violenza sessuale con l’uso di un’arma (un bastone) nei confronti di una...
REGGIO EMILIA. Ha confessato ieri in aula, pur facendo qualche distinguo, il marocchino 32enne Boujemaa Es Sahly accusato di violenza sessuale con l’uso di un’arma (un bastone) nei confronti di una reggiana di 33 anni.
Un “passaggio” importante – nel contesto di un giudizio con rito abbreviato (con sconto di pena di un terzo) – che poi ha portato alla sentenza. Il nordafricano si è detto pentito e ha ammesso l’aggressione a sfondo sessuale, aggiungendo che quella notte (era il 16 giugno 2013) era ubriaco e che conosceva la 33enne, con cui aveva una relazione. Lo stupro – a suo dire – sarebbe avvenuto dopo un litigio.
Il pm Isabella Chiesi ha chiesto una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione, mentre il gup Giovanni Ghini ha “limato” la pena a 2 anni e mezzo che Es Sahly sconterà agli arresti domiciliari. La donna non si è costituita parte civile e non era presente in aula.
«E’ una sentenza equilibrata – commenta a fine-udienza l’avvocato difensore Mario Di Frenna – che tiene conto del pentimento del mio assistito e della situazione particolare creatasi quella notte».
Secondo quanto ricostruito dalla Mobile, il 16 giugno di un anno fa nel quartiere della stazione era in corso un appuntamento festoso: l'iniziativa "1.6.7 Contatto". La donna con il fidanzato aveva conosciuto, per amicizie in comune, il magrebino. Insieme erano andati sino alla palazzina abbandonata di via Ramazzini, che era occupata da altri connazionali. Doveva essere una festa, si trasformò in incubo: una volta nello stabile, il fidanzato era stato fatto fuggire e la 32enne era stata violentata brutalmente dal 33enne. Poi, lui era fuggito e lei era stata soccorso a portata in ospedale. Dopo quattro mesi di serrate indagini, gli uomini della Squadra mobile lo avevano trovato a Rapallo in provincia di Genova e lo avevano arrestato. Ora, è agli arresti domiciliari dal fratello.(t.s.)
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