Ai consulenti liquidati già 500mila euro
Il piano scricchiola: Siteco ritarda l’acquisto del ramo. Caselli (Lega): «Manterremo la promessa»
REGGIO EMILIA. Il piano concordatario di Orion poggia su tre gambe: la riscossione dei crediti, la vendita degli immobili e, infine, la cessione del ramo d’azienda. Quest’ultimo è stato affittato per 100mila euro l’anno da Siteco, società creata ad hoc da Legacoop per salvare gli appalti e centinaia di posti di lavoro. Però, come si legge nella relazione semestrale sulla procedura rilasciata pochi giorni fa dal tribunale, Siteco sta temporeggiando oltre il tempo previsto. Doveva infatti comprare il ramo, ma problemi legati a vecchie penali maturare sugli appalti per ritardi da Orion, stanno intralciando il percorso.
Il piano va comunque avanti e i consulenti sono al lavoro, come testimoniano i compensi già liquidati nel 2014: 472mila euro alla commercialista nominata commissario giudiziale, 10mila a un geometra, altri 5mila ad un avvocato. Pagamenti effettuati nel pieno rispetto della legge e delle aspettative economiche di tutti i creditori, fortemente preoccupati, però, sul risultato finale.
«Legacoop onora sempre i suoi impegni. Anche in questo caso manterremo la parola data ma i soci devono darci più tempo». Anche la presidente di Legacoop, Simona Caselli, è alquanto amareggiata. Tra pochi giorni si troverà un manipolo di cooperatori che picchetteranno la sede dell’associazione in via Meuccio Ruini, quartier generale della cooperazione rossa alle prese con la peggiore crisi della sua storia. Soprattutto in termini di fiducia. «Il ritardo nel pagamento è dovuto a un problema tecnico - spiega Caselli - Stiamo cercando di capire come far passare la delibera. A fronte del nostro pagamento del 50% i soci prestatori ci cederanno il loro credito nei confronti di Orion. La percentuale di restituzione prevista nel piano, però, è molto bassa. Potrebbe essere del 16%. Vuol dire che acquisiamo il credito e dobbiamo subito svalutarlo del 74%». A dar manforte al concordato Orion dovevano essere anche altre realtà della cooperazione, che si sono sfilate per porre rimedio ai problemi industriali e finanziari che si sono ritrovati in casa propria. Mai nella storia granitica della cooperazione reggiana, si era registrato uno sgretolamento delle certezze fin qui acquisite tra il sistema e la base. «Noi presteremo soccorso - avverte Caselli - ma rivendico l’impegno che la Lega ha profuso a fronte di una situazione molto difficile». (e.l.t.)
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