Gazzetta di Reggio

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LA PROTESTA

«Chiudete quel locale, non si dorme più»

di Chiara Cabassa
«Chiudete quel locale, non si dorme più»

Residenti esasperati dal Viale Ramazzini 33 (ex Maffia): musica alta fino all’alba e il quartiere diventa una discarica

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REGGIO EMILIA. Una volta c’era il Maffia. Oggi c’è Viale Ramazzini Trentatrè. Ma per i residenti del quartiere di Santa Croce non cambia. Soprattutto per chi vive in viale Ramazzini e in via Veneri dove, testuali parole, “sembra di avere una discoteca in casa». I residenti sono esasperati. E dopo avere lottato per fare chiudere il Maffia ora si ritrovano nella medesima situazione. Ogni fine settimana, la discoteca apre tutti i venerdì sera e qualche volta anche il sabato, la notte in bianco è la regola. E nella notte tra venerdì e ieri, si sarebbe ancora una volta superata la soglia. Del rumore e della sopportazione.

«Guardi - ci ha raccontato il portavoce dei residenti - questa mattina (ieri ndr) la musica, se così si può chiamare, è stata spenta alle 5.40. Una mia vicina di casa, che lavora in un’azienda di pulizie, si è alzata alle 4.30 e non sapeva come fare perché la sua auto era “chiusa” da qualche cliente del locale. Ma è solo un esempio. Non parliamo delle condizioni in cui si trova il quartiere dopo queste lunghe notti...».

Già, quali sono i problemi più gravi?

«Le dico solo che questa mattina mi è toccato, insieme ad altri vicini, disinfettare la cancellata del palazzo dove vivo. Bevono e poi escono a fare pipì, e non solo, davanti ai cancelli, nelle aree verdi, per strada, ovunque. C’è da tapparsi il naso. Per non parlare delle siringhe che non mancano mai così come le bottiglie buttate dove capita».

Ma non avete segnalato la situazione alle forze dell’ordine?

«Certo che l’abbiamo fatto. Ma dicono che non c’è niente da fare. Pensi che mi è stato addirittura detto “sa, è una zona difficile, deve capire”. Capisco, ma, proprio perché è un quartiere definito difficile, sarebbero necessari controlli non sporadici e soprattutto in grado di fare cambiare la situazione. Quando la discoteca è aperta, oltre ad essere disturbati dal rumore, abbiamo paura perché c’è gente ubriaca che esce dal locale e può essere pericolosa. Per non parlare delle automobili parcheggiate ovunque, anche sulle piste ciclabili. Lo abbiamo segnalato alla Polizia municipale e sa cosa ci hanno risposto? Che tanti di notte nessuno va in bicicletta, quindi le piste ciclabili non servono».

Ora come pensate di muovervi per ottenere qualche risultato?

«Ai tempi del Maffia eravamo riusciti, dopo varie segnalazioni e denunce, a farlo chiudere. Siamo stati bene per un po’, ed ecco che un anno fa riapre lo stesso locale con un altro nome. Continueremo a rivolgerci alle autorità e a chiedere che quel locale venga chiuso perché è l’unica soluzione. Se fosse frequentato da persone civili e la musica ad una certa ora si spegnesse... ma la realtà è un’altra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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