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CRISI DELL’EDILIZIA

L’Ance: «Siamo tornati ai livelli del 1967»

L’Ance: «Siamo tornati ai livelli del 1967»

Il presidente Aldo Dall’Aglio lancia l’allarme sul futuro del settore nella nostra città

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REGGIO EMILIA. La crisi dell'edilizia non molla la presa. E se i dati Istat, diffusi nei giorni scorsi dal quotidiano Il Sole 24 Ore, pone Reggio Emilia al secondo posto della classifica relativa al crollo dei permessi di costruire, la fotografia scattata da Ance è ancora più preoccupante. Secondo l’osservatorio di Ance, infatti, il calo degli investimenti nel settore costruzioni ci riporta al livello che si raggiungeva nel lontano del 1967, i tempi medi per ottenere un permesso per costruire ci colloca al 112° posto dopo Sri Lanka, Pakistan e Venezuela, oltre ai dati relativi all'accesso al credito che registrano una riduzione del 73,4% dei mutui erogati alle imprese a partire dal 2007 ad oggi. «Sono elementi allarmanti - sottolinea il presidente provinciale di Ance, Aldo Dall’Aglio - che aprono una seria riflessione su quale sia il futuro del settore e, collegato ad esso, quale sia il futuro della nostra città. Ci aspettavamo molto di più dal Decreto "Sblocca Italia", che dalle premesse avrebbe dovuto creare le condizioni per la ripresa economica e, nonostante alcuni buoni interventi normativi come quelli sugli affitti, non ha proporzionato la cura alla gravità della malattia, anche sul mercato della casa».

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