Gazzetta di Reggio

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LA GUERRA DEI LOCALI

L’Arci: anche noi siamo controllati

di Chiara Cabassa
L’Arci: anche noi siamo controllati

Il presidente Daniele Catellani ricorda le due denunce ad Eleva

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REGGIO EMILIA. L’Arci non ci sta. Non rispedisce l’accusa al mittente. Ma risponde con i fatti.

“Nessuno controlla i circoli privati”: così aveva detto ieri Fabio Zambelli, in qualità di presidente provinciale del Silb, interpellato a proposito della tanto discussa presenza della Polizia municipale, sabato scorso, al ReClub di Cella. La risposta arriva ferma e decisa dal presidente provinciale di Arci, Daniele Catellani. «Il circolo Tunnel è stato denunciato due volte in cinque giorni - fa sapere Catellani - sarebbe questo il trattamento privilegiato?».

Catellani, l’affermazione di Zambelli l’ha fatta proprio arrabbiare...

«Semplicemente penso che sia una polemica inutile. La vera distinzione va fatta non tanto tra locali pubblici e circoli privati ma fra chi si comporta bene rispettando le regole e chi invece non guarda in faccia nessuno. Il “bello bravo e buono” si trova da entrambe le parti».

Il Tunnel fa quindi parte dei “cattivi”, considerando le denunce che si è beccato?

«L’Arci, con i propri legali, è naturalmente dalla parte del Tunnel e di Marco Vicini che è responsabile del circolo. Ha davvero dell’incredibile quello che è successo: Eleva, che non è certamente un rave ma un progetto culturale ben definito, durante le sue tre serate è sempre stato visitato dalla Polizia municipale. Il 13 settembre, ai Chiostri di San Pietro, Vicini è stato denunciato per disturbo della quiete pubblica. E la stessa cosa è accaduta il 17 settembre alla Centrale elettrica di via Gorizia. La denuncia è arrivata solo oggi (ieri ndr) e speriamo che non ne arrivi un’altra per la serata fatta al Centro Malaguzzi».

Ma cosa è accaduto? Non sono stati rispettati gli orari?

«In entrambi i casi la musica si è fermata secondo quanto stabilito. Anzi i vigili erano passati intorno alle 23.30, nel caso di via Gorizia, e avevano preso atto che tutto si stava svolgendo secondo le regole. Ma la Municipale ha poi fatto sapere che dai cittadini residenti nella zona erano arrivate delle lamentele... ed è scattata ancora una volta la denuncia».

Ora che succederà?

«Certo ho sentito Vicini molto demoralizzato, ed è comprensibile. Anche chi è pieno di entusiasmo alla fine si stanca. E magari pensa “ma chi me lo fa fare”. Anche perché non si fa altro che parlare di Reggio come di una città morta che va rivitalizzata. Di una città in cui bisogna organizzare eventi per portare la gente in centro. Poi, quando si prova a fare qualcosa per attirare gente con iniziative pensate e ragionate, mai improvvisate, ti bastonano. E’ chiaro che così non può funzionare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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