Prima litiga in un locale poi ferisce un carabiniere
Sant’Ilario, un 40enne va in escandescenze contro i militari: «Non ero lucido» Ha chiesto d’accedere ai lavori socialmente utili per evitare d’essere processato
SANT’ILARIO. Prima il litigio al culmine di una banale discussione con un cliente del bar, poi gli spintoni ai carabinieri sopraggiunti nel locale per cercare di calmare gli animi.
Si è messo così nei guai il muratore marocchino 40enne Mohamed Akil che giovedì pomeriggio è finito in cella, accusato di resistenza, violenza aggravata ed oltraggio a pubblico ufficiale. Una vicenda che ha messo in evidenza il vero problema del nordafricano: l’alcol. Perché quando scoppia la lite nel bar, il marocchino è già “su di giri” e quando la situazione nel locale si fa poco tranquillizzante, vengono allertati i carabinieri.
Ma nemmeno l’arrivo dei militari serve a mettere un freno al 40enne che si agita a tal punto da mettersi nei guai. E sarà un’impresa ammanettarlo, anche perché partono degli spintoni. Ieri mattina – in tribunale a Reggio – il muratore (difeso dal legale Franco Beretti) ha detto di non aver fatto nulla nel bar, ma di non esserne però sicuro, perché era poco lucido. Al di là delle parole a dir poco bizzarre, il marocchino ha chiesto scusa in aula ai carabinieri.
Per lui – che ha qualche precedente penale – il sostituto procuratore Maria Rita Pantani (titolare dell’indagine) ha chiesto gli arresti domiciliari, mentre il giudice Andrea Rat ha ritenuto più adeguata la misura restrittiva dell’obbligo di firma. Poi la scelta d’accedere al nuovo istituto della “messa alla prova”, cioè al programma di lavori socialmente utili che, se osservato scrupolosamente, permetterà al nordafricano d’evitare d’essere processato. L’11 dicembre – davanti al giudice Rat – verrà discusso il programma (a favore della collettività) predisposto dai servizi sociali per Akil.(t.s.)
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