Raid al banchetto di Forza Italia
Il consigliere regionale Fabio Filippi: «Ci hanno aggredito gli antifascisti»
REGGIO EMILIA. Otto ragazzi, di cui alcuni stranieri, probabilmente di origine tedesca. È ancora sotto choc il consigliere regionale uscente di Forza Italia, Fabio Filippi, che ieri ha segnalato agli uomini della Digos un raid di un gruppo di antifascisti ai danni di alcuni volontari di Forza Italia.
L’episodio si è verificato venerdì pomeriggio, intorno alle 17.30, in viale Timavo, davanti all’Esselunga, dove Forza Italia aveva organizzato un banchetto per raccogliere firme per “Emergenza continua”, l’iniziativa per contrastare l’operazione Mare Nostrum. Un banchetto autorizzato proprio in concomitanza con la giornata di commemorazione per le vittime di Lampedusa che, secondo quanto racconta lo stesso Filippi, non sarebbe stato gradito da un gruppo di antifascisti, i quali notando l’iniziativa avrebbero cercato di boicottarla.
«Siamo arrivati verso le 16.30 - racconta il consigliere regionale uscente - poi io mi sono allontanato, lasciando due volontari al banchetto, regolarmente autorizzato».
Proprio durante la sua assenza, sarebbe avvenuto il diverbio con il gruppo di antifascisti: «Erano otto ragazzi molto giovani, uno è venuto davanti al banchetto e ha strappato la bandiera di Forza Italia. Un altro ha preso tutti i nostri adesivi e i nostri volantini, dicendo che non potevamo raccogliere le firme. Prima di scappare via, hanno attaccato un manifesto con la scritta “Antifa”».
Attimi concitati, che tuttavia non si sono trasformati in una rissa. «Di certo c'erano due tedeschi», aggiunge Filippi che ieri pomeriggio avrebbe segnalato l’episodio alla Digos.
«È un episodio grave - aggiunge ancora il consigliere di Forzsa Italia - si tratta di ragazzi violenti».
Già in passato Fabio Filippi aveva avuto problemi con i gruppi antifascisti: «Io non sono fascista, ma avevo commemorato dei fascisti uccisi a Casina dai partigiani dopo la guerra, chiedendo scusa alle loro famiglie», ricorda oggi Filippi.
Dopo quelle dichiarazioni, per il consigliere regionale di Forza Italia erano scattate le minacce, comprese alcune scritte (“Filippi morto”, “filippi primo della lista”, “Filippi fascista”), sempre con la sigla “Antifa”, apparse sulla chiesa di Grassano. Di qui la decisione di segnalare l’episodio di venerdì alle forze dell’ordine. (e.spa.)
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